Firenze, il debutto da prof di Renzi tra gli universitari Usa

Bruno Cirelli
Ottobre 4, 2017

Primo giorno da professore dell'università di Stanford per Matteo Renzi. Ad accoglierlo un gruppetto di fotografi. Dopo, all'uscita, ha detto solo: "E' andata bene". "Sì, ha parlato proprio in un buon inglese", ha confermato la studentessa Sage Behr. Renzi ha tenuto una lezione di circa un'ora e mezza, ma del contenuto, nel dettaglio, lui non ha parlato. Attenzione è stata dedicata anche a Firenze, "città a cui si sente particolarmente legato", ha spiegato Sage Behr.

Renzi, nella prima delle dieci lezioni previste dal corso sullo stato dell'Europa tra sfide e opportunità, non ha lesinato battute e ricordi. Infine ha raccontato l'emozione della madre quando è caduto il muro di Berlino e ha risposto a una raffica di domande.

Con gli studenti Renzi si è anche soffermato a parlare di terrorismo ed ha spiegato di sentirsi, ha raccontato ancora Marchi, "fiorentino, italiano, ma anche molto europeo, un sentire non molto diffuso in Ue, a differenza di quanto avviene in Usa". Ad assistervi, anche l'attuale direttrice dell'istituto, Ermelinda Campani.

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