A Las Vegas è in corso una sparatoria

Bruno Cirelli
Ottobre 4, 2017

Alcune ore dopo la carneficina lo Stato Islamico ha rivendicato la strage, con una nota diffusa da Amaq, l'agenzia dello Stato islamico e citata da Site, il sito che monitora le attività jihadiste sul web.

La Polizia di Las Vegas ha confermato che l'attentatore si è ucciso, prima che le forze dell'ordine facessero irruzione nella stanza d'albergo da cui aveva sparato alle vittime. NBC ha citato fonti della polizia. Ma non è chiaro se siano vincite o perdite. Un uomo, ha sparato sulla folla. Se davvero Paddock era un convertito che ha risposto agli appelli del Califfo, allora è stato un campione nel nascondersi (abile quanto è stato abile a celare la polveriera che s'è portato con sé). Stephen Paddock, il "killer di Las Vegas, si è convertito all'Islam mesi fa". Paddock non aveva precedenti penali, a parte alcune violazioni stradali minori e una causa intentata nei confronti di un casinò nel 2014. La polizia cerca una donna che potrebbe avere informazioni su di lui e invece esclude che la matrice sia il terrorismo islamico. Più tardi un comunicato più corposo uscito da un altro media, più ufficiale, dell'Isis ha dato anche il nome de guerre di Paddock: Abu Abd El Bar, "possa Dio accettarlo", dice il testo califfale con la formula che si concede ai martiri. L'ultimo domicilio era Mesquite, sempre in Nevada.

Tutta la zona intorno al Mandalay Bay è stata isolata. Ed ora ci si interroga sulle motivazioni - "Un uomo normale, deve essergli successo qualcosa, deve aver perso la testa" ha detto di Stephen il fratello Eric - che hanno spinto l'uomo a sparare sugli spettatori di un concerto nella città famosa per essere centro di divertimenti e per i suoi casinò. In precedenza le autorità avevano affermato che la sparatoria era durata circa due minuti. A renderlo noto lo sceriffo della città, Joe Lombardo, che ha ribadito l'esclusione di connessioni con organizzazioni terroristiche internazionali. La Polizia locale: "A questo punto non consideriamo la sparatoria un atto di terrorismo". E di terrorismo non ha parlato neanche il presidente Trump, ma solo di "orribile e insensata strage". Lo afferma la polizia di Las Vegas, sottolineando che restano ancora da chiarire i motivi alla base della sparatoria. Nei video pubblicati online, la cui autenticità non può essere verificata, si sentono quelle che sembrano raffiche di mitra.

È una delle stragi da arma da fuoco peggiore nella storia degli Stati Uniti: 59 morti e oltre 500 feriti.

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