Nazionale, Parolo: ''La qualificazione deve essere un obbligo''

Rufina Vignone
Ottobre 3, 2017

"Diciamo che, più che altro, sono due gare che sono servite per analizzare gli errori fatti, oltre alle cose buone".

"Lo Scudetto è un'utopia, siamo solo alle prime basi ma i risultati ci stanno dando ragione". Quella partita ci è servita per analizzare alcune cose, purtroppo quando si hanno 3-4 giorni è complicato. "Stiamo costruendo qualcosa di importante, qui in nazionale gioco diversamente che con la Lazio". Ci sono tanti centrocampisti, singolarmente siamo diversi l'uno dall'altro. Lui potrà dare talento e colpi, con quella capacità che ha, di saper calciare con entrambi i piedi: "Sembra presuntuoso dirlo, ma madre natura mi ha dato questo dono: da piccolo calciavo sempre di destro e di sinistro".

Alla domanda se questa Lazio sia la più forte di sempre, risponde: "Forse no. Il primo anno c'erano giocatori come Klose, Mauri e Candreva che erano già pronti e sapevano gestire la partita". Non siamo la versione più forte ma non escludo che possa diventarlo. Ci teniamo tutti, in maniera esagerata.

"Alla Lazio si fanno male i difensori, ogni tanto capita un reparto, speriamo non succeda più". "Penso che non cambi molto. Qui abbiamo meno tempo, cercheremo di affrontare come vuole il mister". Qualsiasi modulo richiede alla fine due centrocampisti, ciò che cambia sono alcuni compiti in fase difensiva e le linee di passaggio.

Reduce dalla bella doppietta col Sassuolo, Parolo si gusta il momento magico, applaudendo anche il compagno di squadra e di Nazionale Immobile: "Ciro è in grande forma, è forte, vede benissimo la porta". Alla Lazio ha trovato piena fiducia, si esalta in queste situazioni. "È una pedina importante e io sono felice di godermelo". Parolo ha quindi ribadito il pensiero di Ventura per un'eventuale mancata qualificazione: "Sarebbe una catastrofe, deve essere un obbligo".

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