Brescia, bambina di 4 anni uccisa dalla malaria

Barsaba Taglieri
Settembre 5, 2017

Il caso della piccola Sofia, se venisse confermato, sarebbe il primo caso da oltre trent'anni sostiene all'Ansa il dottor Giampiero Carosi, infettivologo dell'università di Brescia, secondo cui l'ipotesi più probabile è che una zanzara abbia punto qualcuno infetto, magari dopo un viaggio, e poi abbia trasmesso il plasmodio alla bimba. "Abbiamo mandato immediatamente degli esperti sia per quanto riguarda la malattia sia per la trasmissione da parte delle zanzare".

Il caso di S.Z., la bambina di quattro anni spentasi - uccisa dalla malaria - nella notte tra domenica e lunedì all'ospedale di Brescia dove era stata trasferita d'urgenza, fa ritornare in Italia la paura malaria. A causare l'infezione potrebbe essere stata la puntura di una zanzara.

Il ministro ha poi aggiunto che "prima di esprimere qualsiasi tipo di valutazione dobbiamo capire esattamente cosa è accaduto".

Prosegue il ministro: "È il motivo per il quale invito tutti alla cautela nelle dichiarazioni, che ho già letto in alcune agenzie: prima di pronunciarsi, appena morta una bambina di quattro anni, cerchiamo di capire cosa è capitato". I medici degli Spedali Civili di Brescia però non hanno mai parlato della possibilità che la piccola abbia contratto la malattia al S. Chiara, al quale anzi hanno rivolto un apprezzamento per la rapidità con la quale la malattia è stata diagnosticata. La bambina non era mai stata in Paesi a rischio e la zanzara Anopheles, unica responsabile del contagio, non vive in Italia.

Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi: a colpire Sofia è stata la malaria cerebrale, forma più aggressiva e letale che, nei casi più gravi, può portare alla morte in 24 ore. Nei prossimi 3 anni parteciperanno al programma 11 centri di malattie infettive italiani ospedalieri e universitari. "Criptico perché - ha spiegato l'esperto come riporta Huffington Post - questa malattia viene trasmessa da un certo tipo di zanzara che in Italia non c'è ed è ignota allora la modalità di trasmissione". È arrivata all'ospedale di Brescia in coma e qui è stata potenziata la terapia antimalarica. Al loro ritorno pare che i componenti della famiglia siano stati ricoverati sempre all'Ospedale al Santa Chiara con i tipici sintomi della malaria: febbre molo alta e vomito. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plamodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles.

Dopo questo episodio, dalle cause ancora incerte, si provvederà a titolo cautelare ad avviare le misure di profilassi procedendo con una disinfestazione del reparto di pediatria, dove si è ravvisato il caso di malaria. So che la piccola non e' stata all'estero. Paolo Bordon, direttore generale dell'Azienda Provinciale dei Servizi Sanitari del Trentino, ha spiegato: "I nostri veterinari, interpellati, dicono che un'altra zanzara, nostrana, non può farsi vettore, anche se ha punto malati". Anche la magistratura bresciana vuole andare a fondo in questo drammatico fatto, ed ha aperto un'indagine.

E ha poi dichiarato: "È la prima volta in trent'anni di carriera che assisto ad un caso di malaria autoctona in Trentino".

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