Teramo - Inchiesta sulla Popolare di Bari, indagati i vertici

Paterniano Del Favero
Agosto 30, 2017

"Le dichiarazioni rancorose di un dipendente licenziato per giusta causa è bene che siano oggetto di ogni approfondimento da parte della Procura, per consentire poi alla Banca Popolare di Bari di agire nei confronti dell'autore", replica Banca Popolare con una nota.

I reati contestati ai vertici della banca sono di associazione per delinquere, truffa, ostacolo all'attività della Banca d'Italia e false dichiarazioni nel prospetto informativo depositato alla Consob.

Un'inchiesta della procura fa tremare i vertici della Banca popolare di Bari: nel registro degli indagati sono finiti il presidente Marco Jacobini, l'ex direttore generale Vincenzo De Bustis, i due figli di Jacobini, Gianluca e Luigi (condirettore generale e vice), il responsabile della linea contabilità e bilancio della popolare Elia Circelli, e il dirigente dell'ufficio rischi Antonio Zullo. Il presidente Jacobini e figli sono accusati anche di estorsione e maltrattamenti. De Bustis, invece, è accusato solo di maltrattamenti.

La vicenda all'attenzione dei pm sarebbe nata dalla denuncia di un funzionario, incaricato di mettere a posto le carte nell'ufficio rischi.

La Banca Popolare di Bari conta 70mila soci e alle sue dipendenze lavorano 3.500 persone: è uno dei pezzi principali dell'economica del capoluogo di regione pugliese e di tutta la regione. Il dipendente avrebbe evidenziato ai vertici della banca le irregolarità emerse durante la sua attività, ma queste sue segnalazioni non sarebbero state gradite dai vertici della Popolare, al punto che il funzionario sarebbe stato mobbizzato e licenziato. Alla Debar - secondo l'accusa - sarebbe stato concesso di vendere le azioni nell'asta del marzo 2016, prima cioe' dell'assemblea dell'aprile successivo in cui le stesse azioni subirono un deprezzamento del 20 per cento, da 9,53 a 7,50 euro.

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