Stupro Rimini, un mediatore culturale: "Peggio solo all'inizio, poi si gode"

Bruno Cirelli
Agosto 30, 2017

La Cooperativa spiega di non poter verificare se l'utente lavori effettivamente per loro ma nell'attesa si smarca: "Qualora fosse un nostro dipendente è ovvio che noi riteniamo gravissime, assolutamente, le dichiarazioni che lui ha postato".

La Procura di Rimini dice di avere una pista da seguire e sta lavorando sul traffico telefonico nella zona della violenza. Almeno 15 i sospetti, quasi tutti maghrebini, da cui potrebbero uscire i 4 ricercati. Della prima sappiamo tutto: sappiamo che è ancora ricoverata, che saprebbe riconoscere il branco che l'ha aggredita, che chiede di tornare a casa, che il fidanzato è stato preso a bottigliate. Gli agenti hanno condotto in Questura sette stranieri irregolari: su uno di quelli pendeva un provvedimento di rintraccio che gli è stato immediatamente notificato. Lei la strada la conosce e ha saputo, per salvarsi la vita, non solo mantenere il sangue freddo, ma consegnare agli investigatori una descrizione utile dei magrebini.

Due con la pelle più chiara e due più scura, ha detto, raccontando nei dettagli anche come erano vestiti. Inoltre, dopo la sua supplica disperata di utilizzare il preservativo per stuprarla, solo in due avrebbero deciso di abusare di lei. I due polacchi ancora in ospedale, da dove hanno lanciato un appello affinché non vengano divulgati particolari personali, saranno interrogati nei prossimi giorni da magistratura e polizia riminesi alla presenza dei colleghi di Varsavia. I primi due, bottiglia di birra con collo rotto alla mano, avrebbero aggredito la giovane varesina palpandola e cercando di trascinarla via con sé, mentre i due complici avrebbero colpito il suo compagno con alcuni pugni al volto.

La donna transessuale violentata è una vittima, proprio come le altre due, e non un danno collaterale come qualcuno ha lasciato intendere. Uscivano da una discoteca e andavano verso l'appartamento preso in affitto.

I quattro del branco, a quel punto, hanno rapinato i due fidanzati dei loro telefoni cellulari e del portafogli, per poi fuggire via.

Il compagno è stato raggiunto dagli altri tre. La donna ha descritto l'uomo che ha costretta al muro: "Etnia africana, altezza circa un metro e ottanta, piuttosto robusto, indossava un cappellino con visiera e una felpa con cappuccio, correva in modo anomalo".

Ci sarebbero due testimoni chiave che possono aiutare a individuare gli autori dello stupro di gruppo ai danni di una turista polacca a Rimini, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorso.

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