Papa: coltiviamo sane utopie, sogniamo un mondo diverso

Bruno Cirelli
Agosto 30, 2017

"E' triste vedere dei giovani in pensione". "In questa occasione, io e il caro fratello Bartolomeo, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, abbiamo preparato insieme il Messaggio", ha detto Papa Francesco al termine dell'odierna udienza generale in piazza san Pietro. "Gesù vuole persone che hanno sperimentato che stare con Lui dona una felicità immensa, che si può rinnovare ogni giorno della vita". "Che cosa cerchi nel tuo cuore?". Nei primi discepoli di Gesù la memoria del loro primo incontro con il maestro "rimase talmente impressa" che "qualcuno ne registrò perfino l'ora", come si legge nel Vangelo di Giovanni. "Io ho dentro di me, nel cuore, il vento della letizia?".

Ricordarsi di Gesù e della gioia dell'incontro con Lui per ravvivare la speranza. Per favore, mi raccomando: non diamo retta alle persone deluse e infelici, non ascoltiamo chi raccomanda cinicamente di non coltivare speranze nella vita, non fidiamoci di chi spegne sul nascere ogni entusiasmo dicendo che nessuna impresa vale il sacrificio di tutta una vita, non ascoltiamo i "vecchi" di cuore che soffocano l'euforia giovanile. E quindi, nonostante le amarezze, conosce la strada che lo conduce a quel "sacro fuoco" che lo ha acceso una volta per sempre. "Coltiviamo invece sane utopie". Il Pontefice ha fatto il giro della piazza per salutare e benedire la folla dei fedeli.

"Sognare un mondo diverso", esorta il Papa. E "se un sogno si spegne", bisogna "tornare a sognarlo di nuovo", sottolinea, "attingendo speranza alla memoria delle origini", a "quelle braci" che forse dopo una vita non tanto buona, "sono nascoste sotto le ceneri del primo incontro con Gesù". Pertanto, un cristiano che non è gioioso non evangelizza questo mondo, perché "è un triste", ha detto il Papa spiegando che si diventa predicatori di Gesù "non affinando le armi della retorica" "ma custodendo negli occhi il luccichio della vera felicità".

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