Vaccini: in Lombardia 40 giorni per evitare l'esclusione da scuola

Barsaba Taglieri
Agosto 29, 2017

Sono queste le possibilità previste dal Decreto Vaccini per l'ammissione a scuola.

La Regione Lombardia invita le famiglie a mettersi in regola con le vaccinazioni.

"L'11 settembre nessun bambino rimarra' a casa". Questo non vuole dire che non dovranno rispettare l'obbligo vaccinale previsto dalla legge, ma avranno un modo in più per farlo. Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera nel corso della conferenza stampa, organizzata, questa mattina, a Palazzo Lombardia.

"Sottolineo inoltre che il modello studiato da Regione Lombardia - ha aggiunto - e' quello che mira a creare il minor disagio alle famiglie". Se per gli asili nido la Regione ha la competenza totale, sara' invece un incontro con l'Anci, "con cui sono gia' stati presi contatti", e un'adesione esplicita dei comuni al progetto regionale, a far ampliare questa procedura anche alle scuole dell'infanzia, che per la maggior parte sono comunali.

"Per coloro che non sono in regola e per i quali la legge prevede la "formale richiesta di prenotazione alla Asl" - ha ricordato il titolare regionale della Sanità - è sufficiente una mail con pec certificata, una raccomandata con ricevuta di ritorno o la richiesta al direttamente al Centro vaccinale. Pochi secondi con un sistema senza code o disagi". "Come specifica la Circolare ministeriale, in merito a questo punto abbiamo raccomandato che sia comunicato ai Medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta che le attestazioni di avvenuta immunizzazione per malattia naturale o controindicazione alla vaccinazione sono da rilasciarsi gratuitamente, mentre l'eventuale decisione di sottoporre il soggetto a ricerca anticorpale non puo' essere eseguita gratuitamente (SSN), ma il costo e' totalmente a carico dell'interessato".

"Ci siamo orientati su questo modello - ha concluso Gallera - perche' e' l'unico strumento rapido, efficace e sicuro. L'invio delle lettere, infatti, in assenza di un'anagrafe vaccinale nazionale, rischia di essere lacunoso vista la difficolta' di recuperare le certificazioni vaccinali di bambini provenienti da altre regioni o Paesi e noi non volevamo commettere inutili errori o creare inutili allarmismi nelle famiglie, cosi' come gia' avvenuto in altre Regione".

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