Dietrofront Trump: "A Charlottesville colpa di tutti"

Bruno Cirelli
Agosto 16, 2017

Con due tweet, ieri l'altro, la giovane consigliera della Casa Bianca ha denunciato razzisti e nazisti come estranei alla tradizione Usa. Sabato sera Trump aveva fatto una condanna generica, esprimendosi contro "odio, intolleranza e violenza da molte parti". "Il razzismo è il male, ha aggiunto Trump, e tutti coloro che causano violenza in suo nome sono criminali e banditi, incluso i neo-nazisti, il KKK, i suprematisti bianchi e altri gruppi di odio che ripugnano tutto ciò che abbiamo a cuore negli Stati Uniti".

La vicenda fa seguito alla morte di Heather Heyer, assistente legale 32enne di Green County, in Virginia che stava marciando contro la manifestazione dei suprematisti bianchi a Charlottesville, in Virginia.

Anche 'l'alt-left' (la sinistra estremista) condivide la responsabilità per la violenza a a Charlottesville, ma "nessuno vuole dirlo", ha spiegato Trump.

A distanza di poche ore, però, il Tycoon ha fatto nuovamente dietrofront, allargando il fronte della condanna anche alla controparte affermando, in sostanza, che la colpa dei fatti di Charlottesville "è stata di tutti".

Vox ha criticato Trump anche per aver lodato alcuni risultati della sua amministrazione riguardo posti di lavoro ed economia durante il discorso, definendolo un "insulto agli americani che non si sentono al sicuro". Tutti salutiamo la stessa grande bandiera. "Siamo uguali di fronte a dio, alla legge e alla Costituzione".

In realtà la pur tardiva condanna di quei fatti gli era valsa dure critiche da parte di David Duke, ex leader del Ku Klux Klan, che gli aveva detto: "Guardati bene allo specchio e ricordati che sono stati i bianchi americani a farti presidente, non i radicali di sinistra". Poi è arrivato lo statement.

"Vedremo cosa succederà con il signor Bannon": così Donald Trump ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto se abbia ancora fiducia nel suo controverso stratega, legato alla destra di alt-right. Troppo per chiunque. Il numero uno del colosso farmaceutico Merck, l'afroamericano Ken Frazier, con un gesto clamoroso ha deciso di lasciare il comitato degli industriali che alla Casa Bianca supporta il presidente nella messa a punto delle sue politiche economiche.

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