L'incendio del Vesuvio ha ucciso cinquanta milioni di api

Barsaba Taglieri
Luglio 27, 2017

Insomma, un dramma nel dramma. "Insieme alle disdette provocate in molti agriturismi sono gravi anche i danni diretti registrati alle coltivazioni agricole, le perdite di animali e la distruzione di numerosi fabbricati rurali". "Le api erano già in sofferenza per le scarse precipitazioni che hanno ridotto la disponibilità di fiori, con conseguenti interventi di sostegno con acqua e zucchero". In effetti, secondo la Coldiretti, la "strage di api" ha coinvolto anche i nuclei di fecondazione.

Le fiamme hanno distrutto le arnie anche nelle zone di Licola e ad Agnano. "L'azienda La Fattoria Biagino, uno dei maggiori produttori dell'area, ha visto andare in fumo quasi 100 nuclei di riproduzione, vere e proprie casseforti genetiche su cui questi apicoltori lavorano da decenni, partecipando a convegni internazionali proprio sulla salvaguardia del patrimonio genetico", avverte l'associazione agricola. "Se l'ape scomparisse dalla faccia della Terra - ricordava Albert Einstein - all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita". "Ma le api possono ancora essere alleate dell'uomo nella ricostruzione del disastro ambientale". L'emergenza incendi che ha devastato il Parco Nazionale del Vesuvio nei giorni scorsi e ancora interessa la Campania, e la relativa gestione della stessa ha spinto gli attivisti a mobilitarsi per esigere dalle Istituzioni preposte un efficace piano di prevenzione, pianificazione del rischio e gestione delle emergenze relative ai disastri naturali ed artificiali, in tutta Italia, come incendi, eruzioni, esondazioni, alluvioni etc. "L'emergenza incendi sul Vesuvio - ha detto Clementina Sasso, attivista, astrofisica ed esperta di vulcanologia - ha messo in luce l'inefficienza dei piani di gestione delle emergenze".

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