FFP, la Uefa avverte: "Il Milan non può fare quello che vuole"

Rufina Vignone
Luglio 27, 2017

Le spese folli ci sono e lo sono sempre più, come dimostrano le cifre sopracitate e le squadre storicamente con più potere d'acquisto hanno aumentato il gap con quelle che costruiscono progetti tecnici vincenti, ma non hanno i mezzi per perpetrarli a lungo termine a fronte di offerte di tale portata durante le finestre di mercato. "Ma la competitività deve cominciare nei campionati". "Cresce del 10% annuo".

Detto ciò, il Milan ha già investito pesantemente sul mercato, poi si è "autodenunciato" alla UEFA per il FFP.

Una strategia che, apparentemente, fa a pugni con i vincoli del Fair Play Finanziario e i debiti della società rossonera. Non possiamo dire cosa fare e cosa no: ognuno è libero, poi ci sono conseguenze. Traverso ha comunque affermato che il mercato non è finito e che le somme verranno tirate alla fine. Il Milan ha comprato così tanto perché non ha giocato le coppe, dunque non era soggetta al fair play; l'Inter, invece si, perché quando ti qualifichi devi rispettare le regole. Possiamo adattarle al nostro sistema profondamente diverso. Salary cap e luxury tax? Impossibile mutuare il first draft, la prima scelta per le piccole nel mercato. "La redistribuzione non è facile, perché negli USA i diritti sono centralizzati; qui lo sono solo in Champions". Stessa cosa per City e Psg che hanno ricavi enormi. Le regole sono uguali per tutti.

Tutto questo movimento è stato fatto solamente perché il ritardo di Li nel concludere l'acquisto del club è coinciso con il blocco dei fondi da parte del governo cinese per quel che riguarda i grossi investimenti, come possono essere appunto l' acquisto di una società di calcio piuttosto che di una catena di fast food o di un marchio di alta moda. In caso contrario sarà punito. Come se questo non bastasse, nelle ultime ore i media francesi hanno reso pubblica una notizia che ha dell'incredibile: Il Barcellona e il Paris Saint Germain starebbero intavolando una trattativa, che definire faraonica è davvero riduttivo, per il trasferimento in terra francese di Neymar. I 222 milioni della clausola rescissoria, infatti, sarebbero più del doppio del trasferimento più costoso della storia del calcio, quello che nella scorsa estate ha portato Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United per 105 milioni di euro. "Esiste l'associazione dei club, l'Eca, e quella delle leghe, la Epfl, che ha chiesto un posto nell'esecutivo e dovrebbe ottenerlo presto". Le tv pagano alla Premier 3,3 miliardi. Tra i paesi senza visione per il futuro, sembra esserci l'Italia: "Sono cresciuti più lentamente di Inghilterra, Germania e Spagna. Se prevalgono logiche individuali, se non si fa il salto di qualità delegando a un manager gli obiettivi, il sistema non va".

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