Siccità, a secco due terzi dell'Italia Coldiretti: "Danni per 2 miliardi"

Paterniano Del Favero
Luglio 23, 2017

Se il Lago di Bracciano, negli ultimi giorni, appare evidentemente in stato di siccità, non è messo meglio il principale fiume italiano, il Po, letteralmente asciutto in alcuni tratti del suo percorso fra Reggio Emilia e Mantova tanto che, per le provincie di Parma e Piacenza, l'emergenza è già stata dichiarata. I danni a coltivazioni ed allevamento salgono a 2 miliardi di euro, secondo un rapporto di Coldiretti, che dichiara un Italia per 2/3 a secco.

Almeno dieci Regioni italiane sono pronte a chiedere lo stato di calamità naturale al ministero delle Politiche agricole. Per le aziende questa misura prevede l'accesso al Fondo per il ristoro danni, la sospensione delle rate dei mutui, blocco dei pagamenti dei contributi. L'analisi di Coldiretti evidenzia che il Lago di Garda è appena al 34,4% di riempimento del volume mentre il fiume Po al Ponte della Becca a Pavia è circa 3,5 metri sotto lo zero idrometrico. Tenuto conto dell'eccezionale siccità, vengono estesi i benefici del fondo anche alle aziende agricole che potevano sottoscrivere assicurazioni, grazie a un emendamento al decreto Mezzogiorno ora in Senato. Per gli agricoltori è sempre più difficile ricorrere all'irrigazione di soccorso per salvare le produzioni. Le perdite provocate dalla siccità nella sola Lombardia ammontano a circa 90 milioni di euro.

La Regione Veneto, dal mese di aprile, ha emesso tre ordinanze sullo stato di crisi per siccità allo scopo di contingentare l'acqua.

Nell'Isola le produzioni sono stimate in calo del 40 per cento e 120 milioni sono le perdite in tutti i settori agricoli.

Nel Lazio le criticità maggiori si registrano a Latina dove sono compromessi fino al 50% i raccolti di mais, ortaggi, meloni, angurie.

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