Violenza sessuale: arrestato imprenditore farmaceutico

Ausiliatrice Cristiano
Mag 22, 2021

La vittima poi si sarebbe risvegliata a casa propria ancora stordita e con addosso i vestiti indossati la sera precedente. Le indagini dei militari sono state coordinate dal Dipartimento "Tutela della famiglia, dei minori e di altri soggetti deboli" della Procura di Milano, in particolare dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dal pm Alessia Menegazzo. Ulteriori approfondimenti investigativi, eseguiti in collaborazione con il nucleo investigativo di Milano anche attraverso l'analisi dei tabulati telefonici, delle immagini degli impianti di videosorveglianza e dei dati gps registrati dallo smartwatch della vittima, oltre che dall'esame di vari telefoni e computer utilizzati dall'imprenditore, hanno consentito di accertare che l'uomo aveva versato nel caffè e in un succo d'arancia una dose talmente elevata di benzodiazepine, da provocare alla ragazza un'intossicazione con avvelenamento.

I carabinieri della Compagnia Milano Porta Monforte hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale aggravata, sequestro di persona e lesioni personali aggravate nei confronti di Antonio Di Fazio, 50enne amministratore unico di una nota azienda farmaceutica milanese. Di Fazio, amante della bella vita e delle auto di lusso, è ritenuto dagli inquirenti un violentatore seriale e un millantatore, poiché sulla scorta di un contratto di fornitura di mascherine a Regione Lombardia si spacciava come Alto commissario per l'emergenza Covid e vantava importanti relazioni internazionali. Per questo, i carabinieri invitano coloro che abbiano incontrato l'imprenditore, accusando poi uno stato d'incoscienza, a contattare immediatamente i carabinieri della Compagnia Milano Porta Monforte. In casa aveva anche una pistola finta, un lampeggiante e un tesserino del ministero dell'Interno. La perquisizione domiciliare eseguita, dopo qualche giorno, presso l'abitazione dell'indagato aveva permesso di rinvenire, occultate in una nicchia a scomparsa della cucina, due confezioni del medicinale "Bromazepam" (ansiolitico della famiglia delle benzodiazepine).

L'indagine è partita il 28 marzo quando la 21enne, studentessa dell'Università commerciale Luigi Bocconi, ha denunciato ai militari di essere stata abusata. Per questo sono in corso gli accertamenti per rintracciare altre donne che, in passato, potrebbero aver subito abusi sessuali da parte dell'indagato con lo stesso modus operandi. L'obiettivo era quello di privarla della libertà personale, trattenendola nella propria abitazione contro la sua volontà fino al mattino seguente. La giovane ha detto di essere stata invitata a un incontro tra imprenditori del settore farmaceutico finalizzato a uno stage formativo nella sua azienda e di aver perso completamente i sensi dopo aver bevuto un caffè. L'uomo, poi, avrebbe tentato di crearsi un alibi, convincendo familiari e amici a rendere dichiarazioni a suo favore e accusando la studentessa e la sua famiglia di un tentativo di estorsione ai suoi danni. Dalle indagini sarebbero emersi altri casi di violenza ai danni di diverse giovani, almeno quattro, non ancora identificate.

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