Covid Veneto, Zaia: "Oggi 1.111 contagi". Dati 7 aprile

Paterniano Del Favero
Aprile 7, 2021

In conferenza stampa oggi anche il dott. L'infezione c'è, si ricovera ancora anche nelle terapie intensive. Da ieri sono stati processati 43.966 tamponi, l'indice di positività è al 2,53%. Scendono gli attuali positivi, che sono 35.537 (-1.449). Il calo dei ricoveri ancora non si vede e questo ci preoccupa.

Prosegue la crescita dei dati clinici, con 1.972 ricoverati nei reparti non critici (+3) e 323 nelle terapie intensive (+8).

Mentre si stanno valutando nuove aperture, il Veneto è ritornato in zona arancione.

Il presidente del Veneto ha poi aggiunto che anche alla sua regione è stato offerto lo Sputnik V, ma loro hanno preferito non prenderlo perché per ora manca l'approvazione dell'Ema. Serve una gradualità nelle riaperture.

Domani le autorità della Regione Veneto avranno un'importante riunione con i direttori generali delle Ulss per portare nuove idee per la campagna vaccinale. Non sono molto fiducioso, oramai si capisce che il rischio concreto è che si tolgano tutti gli under 65 se non arrivare addirittura a una sospensione. Se in Italia prendiamo la "via tedesca", di somministrare AstraZeneca solo sopra i 65 anni si rischia, però, un rallentamento non da poco. E ci sarà un problema di richiami: "si dovrà fare come in Germania e cioè passare da AstraZeneca a Pfizer e Moderna". VACCINI AI DISABILI Stiamo modificando il sito per facilitare chi non è inserito come codice, modello che servirà anche per altre categorie. VACCINI, PRENOTAZIONI DIFFICILI E' dovuto solo alla mancanza di adeguati approvigionamenti di vaccini. Punteremo sulle scuole sentinella anche con i test salivari fai da te, nei trasporti qualche linea è risultata sovradimensionata.

"Stiamo cercando di scorporare i dati: ottenere la mortalità media di tutte le Regioni ogni anno, calcolare i delta e poi incrociare i dati con i tamponi fatti per avere i numeri giusti e reali".

La percentuale dei positivi al Covid sui tamponi effettuati è del 5,13%.

VACCINI IN FARMACIA tutto dipende dalle forniture di dosi e dall'arrivo di Johnson&Johnson. Credo sia un'opportunità importante che va nella direzione dei servizi e le farmacie sono presidi fondamentali. "Chiaramente, le farmacie non potranno vaccinare fragili e super fragili". Le Farmacie dovranno avere locali separati dalle attività ordinarie oppure far vaccini in orario di chiusura. Farmacista e collaboratori, previo la partecipazione ad un corso, possono fare le iniezioni.

"Abbiamo incontrato anche i medici che ci hanno riferito delle vaccinazioni a domicilio: il 25 per cento dei gruppi di medicina integrata sono partiti, i singoli si sono organizzati per andare nei punti vaccinali".

"Sono 659 i letti attivi sui 1.000 disponibili ma il dato dei ricoveri sta aumentando - ha riferito il dott". L'andamento segue quello dei ricoveri con intervallo di una settimana.

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