Draghi in Libia: "Immigrazione problema non solo politico ma umanitario"

Barsaba Taglieri
Aprile 6, 2021

Verrà affrontata la questione della presenza italiana e della collaborazione economica tra i due paesi, con diversi progetti volti a favorire la ripresa dei rapporti, quali l'apertura del consolato a Bengasi, il rinnovo dell'aeroporto di Tripoli, e la riapertura a investitori e ditte italiane da parte della Libia, come ha richiesto Dabaiba. Secondo il capo dell'esecutivo italiano, questo "è un momento unico per la Libia", con "il governo di unità nazionale, riconosciuto dal Parlamento, che sta procedendo alla riconciliazione nazionale". Nella sua prima visita al Paese, cruciale per una serie di legami con l'Italia e per la sua posizione nel Mediterraneo, Draghi ha incontrato Abdul Hamid Dbeibah, il premier del governo di unità nazionale libico che traghetterà la Nazione verso le elezioni di dicembre 2021. Il prerequisito per proseguire è che il cessate il fuoco venga osservato, la sicurezza dei siti è requisito essenziale per collaborare.

"E' stato un incontro straordinariamente soddisfacente - ha affermato il premier - Abbiamo parlato della cooperazione in campo infrastrutturale, energetico, sanitario e culturale". Così il premier Mario Draghi da Tripoli, nel corso delle dichiarazioni congiunte con il neo premier Abdelhamid Dabaiba. C'è la volontà di riportare l'interscambio ai livelli di cinque, dieci anni fa e superare quel livello. Il problema migratorio non nasce solo sulle coste ma anche nei confini meridionali della Libia e vogliamo aiutare il governo libico anche in quella sede. "In sostanza c'è voglia di fare, voglia di ripartire e in fretta". "Cogliamo l'occasione per esprimere la nostra solidarieta' ai giornalisti italiani intercettati nel 2017 per le loro importanti e doverose inchieste sull'argomento".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE