Covid: Veneto, Marche e Pa Trento arancioni da martedì

Bruno Cirelli
Aprile 2, 2021

Più allarmante la situazione sul fronte ospedaliero, dove i numeri sono in crescita e le soglie critiche ampiamente superate: il tasso di occupazione delle terapie intensive è del 41 per cento, 11 punti percentuali al di sopra del livello di guardia, mentre le aree mediche a livello nazionale risultano occupate al 44 per cento (la soglia critica è il 40 per cento).

Il Ministro della Salute Roberto Speranza comunicherà se la zona arancione partirà da martedì o da mercoledì prossimo, anche se dal 7 aprile riapriranno i nidi, le scuole dell'infanzia, le primarie e la prima media (anche in zona rossa). Si tratta di Abruzzo, Molise, Piemonte, Sicilia, Umbria e Valle d'Aosta, alle quali si aggiungono le sette in "bilico" che sono Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, la provincia autonoma di Trento, Sardegna.

Nel dettaglio, l'Istituto superiore di Sanità, nella bozza del report sulla settimana 22-28 marzo, ha chiarito che "complessivamente il rischio epidemico si mantiene a livelli elevati".

Scende a 0,98, quindi sotto la soglia d'allarme di 1, il valore dell'Rt nazionale che la scorsa settimana era a da 1,08. L'incidenza si attesta a 232 casi ogni 100mila abitanti contro i 240 della scorsa settimana. "C'è una flessione tendenziale delle curve ma ancora non è confermata, però la luce in fondo al tunnel si vede".

La circolazione di varianti a maggior trasmissibilità è "largamente dominante nel Paese, il che indica la necessità di non ridurre le attuali misure di restrizione".

Le Regioni che hanno un livello di rischio alto sono 6: Calabria, Emilia-Romagna, Liguria, Puglia, Toscana e Veneto.

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