Spionaggio, moglie ufficiale: "Mio marito disperato per le spese"

Barsaba Taglieri
Aprile 1, 2021

Intervistata dal Corriere della Sera Claudia Carbonara, moglie del capitano nonché psicoterapeuta specializzata in sessuologia clinica, ha sottolineato: "Mio marito non voleva fottere il Paese, scusate la parola forte". A parlare di lui, e di quello che lo avrebbe spinto a "tradire" la patria, ci ha pensato la moglie. "L'economia di casa. A causa del Covid ci siamo impoveriti, lo sa?". E non l'ha fatto neanche questa volta, ve l'assicuro, ai russi ha dato il minimo che poteva dare. Niente di così compromettente. La moglie tiene a sottolineare l'assenza di vizi del marito, "niente lussi, solo la vita quotidiana che però a lungo andare fa sentire il suo peso". "Non è uno stupido, lo ripeto". Disperato per il futuro nostro e dei figli. E così ha fatto questa cosa.", le parole della donna riportate dal quotidiano Interpellata sullo stipendio fisso di Biot, Carbonara risponde: "Sì tremila euro, ma non bastavano più per mandare avanti una famiglia con 4 figli 4 cani, la casa di Pomezia ancora tutta da pagare, 268mila euro di mutuo, 1.200 al mese. Eppoi la scuola, l'attività fisica, le palestre dei figli a cui lui non voleva assolutamente che dovessero rinunciare.

Biot, 56 anni, era ormai prossimo alla fine della sua carriera. I militari hanno condotto le indagini con la collaborazione dell'Aisi, l'intelligence interna, e dello Stato Maggiore della Difesa. Secondo quanto riportato da Ansa aveva intrapreso da ragazzo la carriera militare in Marina ed era diventato sottufficiale. Poi, con un concorso interno, il passaggio tra gli ufficiali. I due sono stati scoperti nel corso di un appuntamento per un incontro clandestino, mentre l'ufficiale italiano passava al collega straniero documenti "classificati", ricevendo in cambio 5 mila euro, denaro posto sotto sequestro dai carabinieri che sono intervenuti proprio al momento dello scambio. Per molti anni è stato imbarcato, prima su cacciatorpedinieri poi sulla portaerei Garibaldi. Il suo attuale incarico era al terzo reparto dello Stato maggiore della Difesa, ufficio Politica militare e pianificazione, dove si trattano le direttive politiche in tema di sicurezza e difesa e per poi tradurle in direttive tecnico-militari, oltre ad essere l'ufficio in cui si gestiscono le relazioni internazionali riconducibili al capo di Stato maggiore della Difesa e di elaborare le linee d'azione in materia di distensione e disarmo.

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