Sicilia, scandalo sui dati covid "alterati per evitare la zona rossa"

Ausiliatrice Cristiano
Marzo 30, 2021

Oltre ai tre arrestati, ci sono altri soggetti indagati. Alterando i numeri dei positivi e dei tamponi, per mantenere l'indice sotto i livelli di guardia. Musumeci ha chiesto al Parlamento di proseguire l'esame della manovra e ha dato la propria disponibilità a riferire in aula, come chiesto dalle opposizioni, sulla vicenda che ha coinvolto Ruggero Razza e alcuni dirigenti e funzionari della Sanità, subito dopo l'approvazione della legge di stabilità. E Razza da' l'ok: "spalmiamoli un poco". Mentre quelli del San Marco, i 6 sono veri e pure gli altri 5 sono tutti di ieri... quelli di Ragusa, Ragusa 5! "Va bene?". "Ok", conclude di nuovo l'assessore.

L'accusa è gravissima: per ben 40 volte sarebbero stati alterati i dati inviati dalla Sicilia all'Iss, condizionando così i provvedimenti che ogni venerdì l'Istituto prende in base alla situazione sanitaria delle varie Regioni.

La conversazione intercorsa tra i due risale a novembre 2020, il governo aveva appena definito la zona arancione per la Sicilia.

L'inchiesta, riporta l'ANSA, nascerebbe dalla scoperta che in un laboratorio di Alcamo (in provincia di Trapani), sarebbero stati forniti dati falsati su decine di tamponi. Sul suo conto, specificano gli investigatori, non emerge "compendio investigativo grave", ma "è emerso il parziale coinvolgimento nelle attività delittuose del Dasoe". In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto.

L'ORDINANZA DEL GIP - "I fatti risultano di straordinaria gravità e la consapevole e volontaria alterazione di elementi conoscitivi rilevanti non può essere revocata in dubbio" scrive il gip di Trapani parlando dell'inchiesta. Il gip precisa, "sembra estraneo il presidente della Regione Nello Musumeci, che pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite".

Eppure nei mesi scorsi, dubbi si erano insinuati sulla precisa corrispondenza dei dati delle Aziende Sanitarie locali con quelli indicati ufficialmente dalla Regione. Non avevamo bisogno di nascondere contagiati o di abbassare l'impatto epidemiologico, perchè proprio noi abbiamo spesso anticipato le decisioni di Roma e adottato provvedimenti più severi.

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