Il Ministro Bianchi revoca l’incarico a Vespa. Azzolina: "Era la cosa giusta"

Geronimo Vena
Marzo 29, 2021

Poi ha aggiunto che permettere al sottosegretario Sasso, con delega al cyberbullismo, di assumere al Ministero dell'Istruzione una persona a processo sarebbe stato un segnale sbagliato per la stessa comunità scolastica.

I sottosegretari hanno autonomia nella scelta dei propri collaboratori e consulenti e il leghista Sasso aveva scelto proprio lui, quel Vespa tanto attivo sui social network e già denunciato dall'ex ministra Azzolina. Con un post su Facebook ieri l'ex ministra Lucia Azzolina aveva sollevato il caso facendo presente che il docente sia "imputato in un procedimento penale per diffamazione reiterata a mezzo stampa e minacce gravi".

A questo punto il ministro ha dato mandato all'amministrazione di procedere alla revoca dell'incarico assegnato al professor Vespa.

Bianchi ha quindi ricevuto dal sottosegretario la disponibilità del professor Vespa a sospendersi dal suo incarico, "in attesa del chiarimento della sua posizione". - "In queste ore ho ricevuto affetto e solidarietà da tutto il M5S, ma anche da Pd e Leu, che ringrazio".

I Cinque stelle spiegano che "nel Paese si ha urgenza di crescere una nuova generazione che combatta il cyberbullismo e la violenza, compresa quella contro le donne" e si chiedono "che esempio si potrà dare alle nostre studentesse e ai nostri studenti con una figura del genere al ministero dell'Istruzione".

"Non l'ho mai conosciuto né mai ci siamo scambiati messaggi".

A partire dal 2018, la ex ministra pentastellata aveva raccolto migliaia di insulti sessisti di Vespa e di un gruppo di suoi fedelissimi sui social, aveva collezionato foto e video compromettenti allegandoli poi alla denuncia, o meglio alle denunce. Come se non fosse abbastanza a ciò si sono aggiunti, riporta il suo legale Giulio Cristofori, "frasi irrepetibili" e riferimenti al far "chiudere-la-bocca-ad-Azzolina" sempre provenienti da Vespa e dai suoi seguaci. Riteneva che fare un concorso fosse un'umiliazione. La vicenda resta aperta, ma nessuna delle controparti sembra voler abbassare la guardia. È gravissimo, non si può tacere di fronte a una storia così. A scuola insegniamo il rispetto, l'educazione, la gentilezza e che le parole hanno un valore.

L'istigazione all'odio e alla mancanza di rispetto "sono innegabili", continua. E voglio sottolinearlo di nuovo: "non sono comportamenti degni di un insegnante". Il sindacalista è stato indicato nei giorni scorsi come collaboratore della sottosegretario all'Istruzione Rossano Sassi, in quota Lega. "Ne va dell'immagine del ministero e del corpo docente".

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