Pensioni, addio Quota 100: quale sarà il nuovo piano del premier Draghi?

Paterniano Del Favero
Marzo 17, 2021

Come si può prevedere, senza la possibilità di investire nuove risorse, una misura di flessibilità che possa prendere il posto di Quota 100? Una riforma che per quanto impopolare ha permesso di risparmiare 80 miliardi di euro in dieci anni e che - come confermato dalla Ragioneria di Stato - da sola vale un terzo dei risparmi che verranno accumulati fino al 2060.

Proposta numero 1 dei sindacati al Governo: andare in pensione anticipata prima dei 67 anni grazie all'età flessibile. Per quanto i riguarda le pensioni di anzianità, la proposta prevede un abbassamento degli anni di contributi da 42 e 10 mesi a 41.

Inizialmente si è discusso molto in merito a quello che accadrà alla fine di Quota 100; ad esempio si è parlato dell'ipotesi di istituire un sistema previdenziale che permetta di andare in pensione a 64 anni (due in più rispetto Quota 100) e con 38 anni di contribuiti, ovvero a Quota 102.

I sindacati chiedono di ampliare la platea dei beneficiari della pensione anticipata per chi svolge attività gravose. Chiedono l'inserimento di "lavori manuali o simili prevedendo o l'uscita anticipata o che il coefficiente di trasformazione sia premiante: così da compensare chi va in pensione prima o dare un assegno più alto a chi invece sceglie di restare".

I sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) hanno chiesto un incontro al Ministro del Lavoro Andrea Orlando per presentare le proposte elaborate. A parere delle organizzazioni confederali, il Governo deve rivalutare il ruolo delle lavoratrici mamme e di quelle che si occupano della cura di disabili o anziani. Quindi, chi ha tre figli può smettere di lavorare 12 mesi prima, con un anno di anticipo. Lo stesso bonus di 1 anno è previsto anche per chi effettua 5 anni di cosiddetto "lavoro di cura" (disabili, anziani).

Sui giovani e sui lavoratori precari c'è poco da scegliere: chi, per forza di cose, rientra solo nel sistema contributivo perde l'integrazione al minimo della pensione, garantita dal sistema retributivo.

I sindacati chiedono un sistema che garantisca di colmare i vuoti contributivi ed i periodi di part-time.

Uno degli obiettivi fondamentali da perseguire secondo i sindacati è la salvaguardia del potere di acquisto delle pensioni. In che modo? Aumentando da 1000 a 1500 euro la quattordicesima, estendendo ai pensionati le detrazioni previste per i dipendenti col taglio del cuneo e tornando all'indicizzazione piena al costo della vita per le pensioni medio-alte.

La proposta è quella di creare un nuovo semestre di silenzio-assenso sui Fondi pensione per incentivare le adesioni; da sempre sottotono nel nostro Paese, si legge sul sito. Significa che, una volta trascorsi sei mesi dal termine fissato dalla legge, il lavoratore viene automaticamente iscritto al Fondo sempreché il dipendente non abbia espresso in modo esplicito il suo rifiuto.

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