Covid-19, ancora sopra mille i nuovi casi in Toscana - TGR Toscana

Rufina Vignone
Marzo 11, 2021

I guariti crescono dello 0,5% e raggiungono quota 138.244 (84,1% dei casi totali).

I nuovi casi registrati in Toscana sono 1.302 su 25.590 test di cui 15.975 tamponi molecolari e 9.615 test rapidi. Rispetto a ieri un nuovo caso in più, ma scende di diversi punti percentuali il tasso di positività. Sono 44.708 i casi complessivi ad oggi a Firenze (316 in più rispetto a ieri), 13.881 a Prato (150 in più), 15.377 a Pistoia (195 in più), 10.168 a Massa Carrara (49 in più), 16.980 a Lucca (132 in più), 20.966 a Pisa (135 in più), 12.482 a Livorno (63 in più), 15.014 ad Arezzo (176 in più), 8.827 a Siena (85 in più), 5.493 a Grosseto (54 in più). Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 1.456 (32 in più rispetto a ieri, più 2,2%), 208 in terapia intensiva (1 in meno rispetto a ieri, meno 0,5%).

Oggi si registrano 20 nuovi decessi: 11 uomini e 9 donne con un'età media di 81,9 anni.

Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi, mercoledì 10 marzo, sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale - relativi all'andamento dell'epidemia in regione.

Dopo la svolta del governo sulla campagna vaccinale, la Toscana si adegua, ma solo in parte. Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 5.511 casi x100.000 abitanti, Pistoia con 5.382, Massa Carrara con 5.324, la più bassa Grosseto con 2.541.

Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 5 a Firenze, 1 a Prato, 4 a Pistoia, 1 a Massa Carrara, 3 a Lucca, 3 a Pisa, 1 a Arezzo, 2 a Siena. Alle 12.00 di oggi sono state effettuate complessivamente 370.587 vaccinazioni, 7.542 in più rispetto a ieri (+2,1%), tenendo presente che le Asl proseguono per l'intera giornata. "Altrimenti - spiega Giani - si sarebbe creato il paradosso di lasciare fuori la fascia di lavoratori tra i 55 e i 70 anni, i più a rischio", in relazione al fatto che il via libera agli over 55 per AstraZeneca era arrivato solo di recente, e che, specie all'università, i docenti lavorano ben oltre i 65 anni.

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