Scuola, Bianchi: "Percorsi individuali, non tutti in classe fino al 30 giugno"

Geronimo Vena
Marzo 6, 2021

Una misura necessaria secondo Bianchi: "Ci siamo trovati di fronte a un rapidissimo cambiamento della situazione epidemiologica".

Si attende da un momento all'altro l'estensione della didattica a distanza anche alle scuole elementari e alla prima media nelle aree dove l'incidenza dei contagi supera la soglia di allerta (250 casi ogni 100 mila abitanti).

Lo chiarisce una nota del MI, la 343 del 4 marzo 2021, che viene pubblicata all'indomani di una contestazione della ex Ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, che, in diretta Facebook, si fa portavoce delle preoccupazioni di medici in difficoltà per il ritorno in DaD dei propri figli. "Abbiamo fatto delle scelte". Così il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi a Radio Anch'io su Radio Rai 1, sottolineando che nei primi giorni di partenza delle prove Invalsi, sono già state fatte 17mila valutazioni: "In questo periodo le scuole non sono mai state chiuse: bisogna iniziare ad aggiungere, fare dei percorsi di sostegno dei singoli, non con tutti seduti al banco fino al 30 giugno ma con percorsi individuali. Si tratta di portare avanti questo lavoro, siamo solo a marzo, c'è tutto il tempo di verificare la perdita degli apprendimenti, i docenti stanno già facendo questo lavoro".

L'arrivo della terza ondata e la diffusione delle nuove varianti. "Si torna a scuola ragionando su quello che è avvenuto, ragionandoci e capendo come possiamo fare per avere una scuola e un mondo del lavoro più avanzato". Se le strutture scolastiche sono state individuate dal CTS come potenziali vettori di contagio, al punto da essere costretti a decidere la loro chiusura, ogni ampliamento degli accessi in presenza in deroga espone i ragazzi che frequentano (e indirettamente le loro famiglie) e tutto il personale scolastico a possibili rischi di contagio. È una forma di assembramento particolare con confinamento in un'aula per ore, e poi ci sono i mezzi di trasporto.

"Bisogna usare tutti gli strumenti, avendo una visione dell'educazione". Questa idea di fare la lezione soli davanti al pc è stata superata, lo strumento può mettere in collegamento i ragazzi lontani tra loro. Una didattica a distanza che per adesso riguarderà di nuovo i territori in zona rossa: "Si farà didattica a distanza nelle zone rosse o in quelle con situazioni epidemiologiche che richiedono maggiori restrizioni".

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