Istat, record di famiglie in povertà assoluta in più nel 2020

Ausiliatrice Cristiano
Marzo 5, 2021

Ieri l'Istituto nazionale di statistica ha diffuso le stime preliminari sulla povertà assoluta per l'anno 2020, specificando che si tratta ancora di dati che potrebbero subire revisioni, ma che offrono comunque un quadro chiaro della gravità delle conseguenze della pandemia. Nello specifico, i valori dell'incidenza di povertà sono saliti sia in termini familiari (da 6,4 a 7,7%) sia in termini individuali (dal 7,7% al 9,4%).

Secondo l'indagine pubblicata dall'Istat, nel corso del 2020 l'aumento del famiglie in povertà assoluta è stato vertiginoso. Considerando i decessi per il complesso delle cause, durante il periodo ottobre-dicembre 2020 si sono contati 21mila morti, 52mila in più rispetto alla media dello stesso periodo tra il 2015 e il 2019. Tutti i miglioramenti registrati nel 2019 sono stati completamente azzerati nell'anno del Covid.

L'Istat nel 2020 +335mila famiglie in povertà assoluta. È record da 15 anni

La ricaduta dopo il 2019 - Dopo 4 anni consecutivi di aumento, nel 2019 si erano ridotti in misura significativa il numero e la quota di famiglie (e individui) in povertà assoluta, pur rimanendo su valori molto superiori a quelli precedenti la crisi del 2008. Rimangono stabili solo le spese alimentari e quelle per l'abitazione. Questo per quanto riguarda sia le famiglie (da 6,4% del 2019 al 7,7%, +335mila) sia i singoli individui (dal 7,7% al 9,4%, oltre 1 milione in più): di fatto, in questo momento, ci sono oltre 2 milioni di famiglie e 5,6 milioni di individui in povertà assoluta. Il Mezzogiorno resta l'area dove la povertà assoluta è più elevata: coinvolge il 9,3% delle famiglie contro il 5,5% del Centro. Tra queste ultime, oltre la metà ha come persona di riferimento un operaio o assimilato (l'incidenza passa dal 10,2 al 13,3%), oltre un quinto un lavoratore in proprio (dal 5,2% al 7,6%).

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