Conversazione telefonica Draghi - Von der Leyen

Paterniano Del Favero
Marzo 4, 2021

Sarà un Digital Green Pass, non un "passaporto" che potrebbe.

Le inchieste, gli editoriali, le newsletter. "L'obiettivo è fornire prova che la persona sia stata vaccinata oppure i risultati dei test per chi non ha ancora potuto vaccinarsi ed eventuali informazioni su guarigione da Covid-19". "Lo scopo è consentire gradualmente ai cittadini di muoversi in sicurezza nell'Ue o all'estero, per lavoro o per turismo". Come riportato oggi su questo giornale, il Garante della privacy ha richiamato "l'attenzione dei decisori pubblici e degli operatori privati italiani sull'obbligo di rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali".

Nel corso del mese di marzo la Commissione europea presenterà una proposta legislativa "per un Digital Green Pass", ha spiegato sui social la presidente Ursula von der Leyen. "Per tempi straordinari servono strumenti straordinari - afferma Schinas - e dobbiamo essere sicuri che l'Ue presidi" queste aree, invece di farsi "imporre decisioni assunte altrove", con un probabile riferimento ai programmi di alcuni colossi digitali in questo campo, già menzionati da Ursula von der Leyen.

L'annuncio arriva mentre la discussione sul documento continua ad andare avanti, tra coloro che si professano favorevole e chi ritiene che questo strumento possa portare a diseguaglianze e violazioni dei diritti di chi non ha accesso al vaccino. "Alla Commissione stiamo lavorando su tutti gli angoli possibili io, Stella Kyriakides, Thierry Breton, Ylva Johansson" e altri.

Per il commissario agli Affari economici Ue, Paolo Gentiloni, è bene che si riesca a "creare un certificato comune, non deve contenere chissà quali informazioni ma semplicemente il dato che il titolare è stato vaccinato ed eventualmente se solo con la prima o anche con seconda dose".

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