Romagna zona arancione scuro da domani, ordinanza: regole

Rufina Vignone
Marzo 3, 2021

La scadenza dell'ordinanza al 14 marzo vale anche per i quattro comuni della provincia di Ravenna - Bagnara di Romagna, Conselice, Massa Lombarda e Riolo Terme - già inseriti nell'ordinanza relativa all'Imolese, che scade invece l'11 marzo, questo per avere per avere un termine unico con la loro azienda sanitaria di riferimento, la Ausl Romagna.

Sulla base delle raccomandazioni della Commissione indicatori Covid-19 di Regione Lombardia e sentito il Ministero della Salute, il presidente della Regione ha firmato tre ordinanze che istituiscono nuove zona "rafforzate".

Come aveva spiegato in precedenza la vicepresidente di Regione, Letizia Moratti, in zona arancione rafforzata oltre alle normali misure di contenimento del virus è prevista anche "la chiusura delle scuole d'infanzia, elementari e medie [dove torna la didattica a distanza ndr], il divieto di recarsi nelle seconde case, l'utilizzo dello smart working dove possibile e la chiusura della attività in presenza".

Restano consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, permesse nelle zone arancioni del Paese.

Sono vietati tutti gli spostamenti in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, che andranno giustificati esibendo una autodichiarazione.

Chiedono pertanto che venga vaccinato in via prioritaria il personale scolastico delle zone dichiarate "arancione scuro" o "rosse e, di seguito, tutta la popolazione che risiede in queste zone così da arginare il contagio".

Ricordiamo che in fascia arancione rafforzato le scuole saranno chiuse, ma almeno i nidi potrebbero restare aperti.

Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario mantenere una relazione educativa nei confronti di alunni con disabilità e bisogni educativi speciali. Lezioni esclusivamente a distanza, sempre da martedì, anche per l'Università. Sono esclusi però gli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Sospese, infine, le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura.

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