Cui prodest l'attacco USA in Siria? Queste foto lo dimostrano

Geronimo Vena
Febbraio 27, 2021

Le prime stime parlano di diversi morti "una manciata", citano le autorità Usa e importanti danni strutturali con diversi stabilimenti completamente distrutti.

"Questa operazione, coordinata strategicamente con i nostri partner, manda un messaggio chiaro", ha dichiarato il portavoce del Pentagono John Kirby, "il presidente Biden agirà in maniera decisa per proteggere cittadini e soldati americani e della coalizione".

Il generale, inoltre, ha negato che ci sono state vittime tra l'esercito arabo siriano a seguito dell'aggressione, e ha anche smentito i rapporti che riportano grandi perdite nei ranghi delle forze di mobilitazione popolare irachena, secondo quanto riportato da alcuni media occidentali. Il Pentagono spiega che il raid, il primo ordinato da Joe Biden e sferrato dopo aver consultato gli alleati, è in risposta all'attacco missilistico in Iraq dello scorso 15 febbraio nel quale ha perso la vita un contractor civile mentre militari statunitensi e di altre forze della coalizione sono rimasti feriti. "Allo stesso tempo - rimarca Kirby - abbiamo agito in modo deliberato puntando a calmare la situazione sia nella Siria orientale e sia in Iraq".

"Siamo fiduciosi sull'obiettivo che abbiamo attaccato, siamo convinti che era usato dalla stessa milizia sciita che ha condotto gli attacchi" contro basi Usa in Iraq, ha detto Kirby, secondo cui i bombardamenti hanno distrutto varie strutture localizzate ad un punto di controllo alla frontiera usate da una serie di gruppi di militanti sostenuti dall'Iran, inclusi Kait'ib Hezbollah e Kait'ib Sayyid al-Shuhada.

Gli attacchi alle basi americane in Iraq sono stati lanciati sullo sfondo della possibile ripresa dei negoziati sul nucleare tra Teheran, gli europei e gli Usa.

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