A Pozzuoli lo studio sulla "variante inglese" del Covid

Bruno Cirelli
Febbraio 16, 2021

E' l'ultima valutazione del rischio fatta dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), dove si affronta anche il rischio associato ad una ulteriore diffusione del Covid in Europa a causa delle varianti, rischio valutato come alto-molto alto per la popolazione in generale, e molto alto per gli individui vulnerabili. Uno degli studi citati nel report, condotto dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, ha esaminato 3.382 decessi, 1.722 dei quali di persone contagiate con la variante inglese, e stimato che il rischio di morte era il 58% più elevato in questo secondo sottogruppo. "I pazienti, che si trovano in cura presso l'ospedale Garibaldi, sono stati sottoposti a tampone e successivo sequenziamento dell'estratto molecolare presso il laboratorio regionale di riferimento del Policlinico Rodolico". "Va ricordato - dichiara il direttore dell'Uoc di Malattie Infettive Bruno Cacopardo - che la campagna di vaccinazione, in corso nella nostra regione con ottimi risultati, è complementare ai comportamenti di ciascuno: non va mai abbassata la guardia e le misure che tutti oramai conosciamo restano sempre determinanti per sconfiggere il virus pandemico". Variante che sarebbe piu' contagiosa, ma non piu' grave rispetto al ceppo gia' conosciuto e studiato in Italia. "Ora si e' deciso di procedere alle tipizzazioni, ma si va avanti troppo a rilento".

"L'Istituto superiore di sanita' - aggiunge - vuol istituire un consorzio simile a quello inglese, tra i piu' efficienti al mondo, si e' capita l'importanza". Come spiegato in un articolo su The Conversation, una variante il 30% più trasmissibile causa, alla lunga, più decessi di una variante il 30% più letale, perché determina una crescita esponenziale dei contagi: con il passare del tempo, il bilancio di perdite causate dalla prima si aggrava e si distacca da quelle recate dalla seconda.

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