Tegola sugli impianti da sci, slitta al 5 marzo la riapertura

Geronimo Vena
Febbraio 15, 2021

La notizia che gli operatori turistici valdostani speravano di non dover ricevere alla fine è arrivata.

Alla luce delle "mutate condizioni epidemiologiche" dovute "alla diffusa circolazione delle varianti virali" del virus, "allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive attuali, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale", ha risposto il Comitato tecnico scientifico alla richiesta del ministro della Salute Roberto Speranza di "rivalutare la sussistenza dei presupposti per la riapertura" dello sci, "rimandando al decisore politico la valutazione relativa all'adozione di eventuali misure più rigorose". Il provvedimento tiene conto dei più recenti dati epidemiologici sul covid-19 comunicati venerdì 12 febbraio dall'Istituto Superiore di Sanità riguardanti soprattutto la variante inglese.

Il Governo, ha concluso Speranza "si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori".

24 ore dall'annunciata riapertura degli impianti di sci, arriva in serata di domenica 14 febbraio la decisione del ministro della Salute Speranza.

"Mesi di lavoro su protocolli, assunzioni, preparazione impianti, dati sanitari buoni". Lo sci amatoriale sarà quindi vietato fino al 5 marzo, data di scadenza del Dpcm del 14 gennaio. "Amarezza per la totale mancanza di rispetto verso tutto il mondo della montagna" scrive invece il Presidente della Regione Erik Lavevaz. "Il Governo Draghi si attivi immediatamente". E' gravissimo, ancora una volta, l'utilizzo della decisione e dell'annuncio all'ultimo momento che mette in serie difficoltà le imprese e i lavoratori. Il nuovo Presidente del Consiglio ha annunciato le priorità del Governo: "la montagna deve avere centralità nel contesto della ripresa economica".

Fosse per Ricciardi, in realtà, a rimanere chiusi non dovrebbero essere soltanto gli impianti di risalita: non è un mistero che il consigliere del Ministro sostenga da settimane la necessità di un lockdown totale ed esteso a tutto il Paese, ritenuto dallo scienziato l'unico vero intervento capace di contrastare la diffusione dei contagi, a maggior ragione di fronte al pericolo varianti: "E' urgente cambiare subito la strategia di contrasto al virus SarsCov2: è necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata", ha dichiarato all'Ansa, sottolineando come la strategia di "convivenza con il virus" adottata in occasione della seconda ondata sia "inefficace" e condanni l'Italia "all'instabilità, con un numero pesante di morti ogni giorno".

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