Coronavirus Abruzzo, 222 nuovi positivi e 5 morti

Barsaba Taglieri
Febbraio 15, 2021

Sono complessivamente 48299 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall'inizio dell'emergenza.

"Comprendiamo le difficoltà legate alla didattica a distanza, le problematiche nella distribuzione paritaria dei mezzi tecnologici che consenta a tutti i ragazzi di proseguire il proprio percorso scolastico, i disagi organizzativi delle famiglie dove spesso le mamme lavoratrici sono costrette a sacrificare la professione dovendo stare a casa con i propri bambini - ha ricordato il Presidente Sospiri -, non solo per una questione affettiva e protettiva, ma anche per una questione pratica, ovvero per aiutare gli stessi bambini a seguire le lezioni e a risolvere i problemi di connessione". 32 i nuovi casi in provincia dell'Aquila, 77 in quella di Chieti, 69 nella provincia di Pescara, 39 in quella di Teramo, cui si aggiungono 5 residenti fuori regione o con residenza in accertamento.

A Pescara la pressione sul sistema sanitario si fa sempre più forte a causa dell'impennata di contagi, complice la circolazione diffusa della variante inglese; in media 30 al giorno gli accessi in ospedale da parte di pazienti che necessitano di ricovero. Numeri più bassi nel Teramano e nell'Aquilano, territori che sono al momento in zona arancione in base all'ordinanza ministeriale.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 125, di cui 11 in provincia dell'Aquila, 67 in provincia di Pescara, 34 in provincia di Chieti e 13 in provincia di Teramo. Dati che portano a 11648 il numero degli attualmente positivi (+215).

Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 2.2 per cento. 5 i pazienti deceduti nelle ultime 24 ore, con il totale salito a 1563, mentre è di 34560 quello dei guariti (+2 rispetto a ieri).

Secondo il matematico le dieci regioni che stanno registrando più ingressi nelle unità di terapia intensiva formano due blocchi continui: il Trentino Alto Adige e un gruppo di regioni nel centro-Sud.

"Alla luce della continuità spaziale delle regioni-province autonome coinvolte - rileva l'esperto - è evidente l'importanza di ridurre al minimo i flussi tra regioni se non, all'interno dei blocchi, anche quelli tra province".

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