Speranza, stop attività sciistiche fino 5 marzo

Bruno Cirelli
Febbraio 14, 2021

Motivo della bocciatura sono le mutate condizioni epidemiologiche causate dalla diffusa circolazione delle varianti virali del coronavirus, "allo stato attuale non si possono allentare le misure restrittive, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale - Così ha risposto il Cts alla richiesta del ministro della Salute Roberto Speranza di "rivalutare la sussistenza dei presupposti per la riapertura dello sci, rimandando al decisore politico la valutazione relativa all'adozione di eventuali misure più rigorose".

Su suggerimento del Cts, lo stesso che aveva dato via libera alla riapertura salvo poi ripensarci, Speranza ha quindi deciso di prolungare le restrizioni: Il provvedimento, spiega il ministero, tiene conto dei più recenti dati epidemiologici secondo cui la variante inglese - caratterizzata da una maggiore trasmissibilità - rappresenta quasi un quinto degli attuali contagi.

"Io mi fido dei medici e degli scienziati, ma non mi va bene che un consulente del ministro dica "secondo me bisogna chiudere tutto, ne parlerò dopo con il ministro".

"Il Governo si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori" conclude il provvedimento del ministro Speranza. Lo ha detto il Coordinatore della Commissione speciale Turismo ed Industria alberghiera della Conferenza delle Regioni, Daniele D'Amario, commentando l'ordinanza del ministro per la Salute che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo 2021. "Amarezza per la totale mancanza di rispetto verso tutto il mondo della montagna" scrive invece il Presidente della Regione Erik Lavevaz.

"Una beffa" alla luce dell'andamento sanitario, il commento dell'assessore regionale agli impianti di risalita, Luigi Bertschy. "Il Governo Draghi si attivi immediatamente". E' gravissimo, ancora una volta, l'utilizzo della decisione e dell'annuncio all'ultimo momento che mette in serie difficoltà le imprese e i lavoratori.

Anche i sindaci valdostani prendono posizione sulla decisione arrivata da Roma. Gli indennizzi alla montagna devono avere la priorità assoluta.

Una notizia terribile per gli operatori turistici della Valtellina e Valchiavenna che, potendo aprire questa settimana, speravano di reuperare parte della stagione invernale. Abbiamo buttato al vento milioni di euro in quest'ultima settimana. "Non si può trattare un pezzo importante del Paese in modo arrogante se non sprezzante".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE