Conte, commozione e applausi per l'ultimo giorno da premier

Paterniano Del Favero
Febbraio 14, 2021

Dopo il giuramento al Quirinale del nuovo esecutivo (qui i nomi dei nuovi ministri), a Palazzo Chigi c'è stata la tradizionale cerimonia del passaggio di consegne tra il Presidente uscente il nuovo Primo Ministro.

Dopo due anni e mezzo e due governi l'avvocato del popolo lascia il 'Palazzo' e la simbolica campanella che segna l'avvio delle riunioni del Consiglio dei ministri nelle mani di Mario Draghi: "Nessun rammarico, bisogna sempre guardare avanti", assicura prima di chiudersi alle spalle il portone di casa. Al momento il nuovo presidente del Consiglio non ha ancora uno staff, sono vuote per ora le stanze riservate a portavoce e ufficio della comunicazione. Torno a vestire i panni di semplice cittadino. Ma vi sono grato anche per le critiche ricevute: mi hanno aiutato a migliorare, rendendo più ponderate le mie valutazioni e più efficaci le mie azioni. Panni che in realtà ho cercato di non dismettere mai per non perdere il contatto con una realtà fatta di grandi e piccole sofferenze, di mille sacrifici ma anche di mille speranze che scandiscono la quotidianità di ogni cittadino. Quindi l'applauso, lungo, affettuoso, rimbombato tra le mura del cortile d'onore con i dipendenti della presidenza del Consiglio affacciati alle finestre per salutarlo.

Il Premier uscente ha invitato tutti ad una partecipazione attiva alla vita politica, con l'impegno a riconoscere quella con la P maiuscola, che punta a migliorare la vita dei cittadini, rigettando quella cattiva politica, che fa solo l'ordinario, con il solo scopo di conservare la "poltrona". L'ex premier chiude poi il discorso social indicando la direzione del suo futuro lavoro politico e riprendendo i temi a cui aveva già fatto riferimento nel suo ultimo discorso pubblico da premier, quello ormai famoso del "tavolino" fuori da Palazzo Chigi, ovvero, sostenibilità ambientale ed equità sociale: "Insieme a tanti preziosi compagni di viaggio abbiamo contribuito a delineare un percorso a misura d'uomo, volto a rafforzare l'equità, la solidarietà, la piena sostenibilità ambientale".

Infine un saluto che ha il sapore di un arrivederci: "La chiusura di un capitolo non ci impedisce di riempire fino in fondo le pagine della storia che vogliamo scrivere". Con l'Italia, per l'Italia.

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