Coronavirus, 357 nuovi casi e 11 decessi in Fvg

Rufina Vignone
Febbraio 13, 2021

Ad oggi, l'Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano rientrano nello scenario di "rischio elevato" secondo le linee guida stabilite con il DM 30 Aprile 2020. Il virus muta continuamente e sono già state isolate centinaia di varianti, anche se la maggior parte di queste non cambia le caratteristiche del virus. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 316 morti per Covid (ieri erano 391), per un totale di xxx decessi dall'inizio dell'emergenza sanitaria. Sui 535 asintomatici, 317 sono stati individuati grazie all'attività di contact tracing, 71 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 20 con gli screening sierologici, 6 tramite i test pre-ricovero. "Siamo in una fase molto delicata dell'epidemia, con circolazione diffusa delle varianti che sono più trasmissibili". Le altre hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno. Aumentano di un'unita i ricoveri in terapia intensiva passati a 12. Tuttavia, la media nazionale resta al di sotto della soglia critica (valore 1) oscillando tra lo 0,86 e l'1,06. Il numero delle persone ricoverate nelle terapie intensive scende da da 2.214 (02/02/2021) a 2.143 (09/02/2021). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 37.952 (-627), il 94,8% del totale dei casi attivi. L'incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni rimane sostanzialmente stazionaria: 269,79 per 100.000 abitanti (25/1-07/2) contro 273,01 precedente.

"RESTARE A CASA" - Dunque la necessità di mantenere la "drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone". Lo evidenzia la bozza di monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine.

Dei contagi quotidiani di Coronavirus in Italia, il 17,8% è ascrivibile alla "variante inglese". Il dato, che indica un peggioramento della pandemia di Covid-19, emerge dal monitoraggio di Istituto superiore di Sanità e Ministero Salute, nel quale si legge che, per la seconda settimana, si registrano nel nostro Paese "segnali di contro-tendenza" rispetto a una situazione che era di generale miglioramento.

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