Arrestata Aung San Suu Kyi, colpo di stato in Birmania

Bruno Cirelli
Febbraio 4, 2021

Dopo il colpo di Stato dell'esercito e l'arresto della Dama birmana, molti puntano il dito contro di lei perché non difese la minoranza etnica musulmana. Si tratta di letture in linea con la posizione ufficiale di Pechino, che ieri attraverso il suo ministero degli Esteri si è rifiutata di condannare il golpe militare limitandosi a "prenderne atto".

La leader del Myanmar, Aung San Suu Kyi, è stata formalmente accusata dalla polizia del suo Paese di aver violato le leggi riguardanti l'import-export.

Medici e operatori sanitari, che indossavano nastri rossi (il colore della Lega Nazionale), si sono rifiutati di lavorare, tranne in casi di emergenza medica. Eppure, si tratta di una chiave di lettura insufficiente a spiegare quanto avvenuto.

La discriminazione dello Stato nei loro confronti è fortissima e si traduce spesso in una vera e propria persecuzione, anche violenta, che negli anni scorsi ha costretto circa 500 mila rohingya a rifugiarsi nel vicino Bangladesh per sfuggire alle violenze dell'esercito. Situato geograficamente tra due potenze regionali come Cina e India, il Myanmar è un Paese chiave per la definizione dei futuri assetti geopolitici in Asia.

L'attuazione di tali progetti, tuttavia, è andata finora a rilento.

Pensando a ciò che ci porta a dire di essere pronti a "morire per Navalny", è necessario considerare che mentre esistono forze politiche democratiche ed europeiste vi sono anche quelle che hanno veleggiato a lungo con Putin. In passato, infatti, i militari birmani non hanno esitato a reprimere con la forza ogni tentativo di sollevamento. Anomalie che la commissione elettorale non era riuscita a risolvere. "Poiché la situazione deve essere risolta secondo la legge, - hanno comunicato i militari nel loro annuncio - viene dichiarato lo stato di emergenza".

Contestualmente sono stati arrestati diversi funzionari di partito, oltre a diverse personalità, tra cui attivisti e scrittori, legate in maniera diretta o indiretta al partito di governo, per un totale di 45 persone. Secondo una fonte locale citata dal South China Morning Post, quotidiano di Hong Kong, dopo le elezioni di novembre "Non c'era nessuna strada per lui di assumere un ruolo di primo piano nel governo utilizzando gli strumenti costituzionali". "Condanno il colpo di Stato e l'incarcerazione illegale di civili, compresa Aung San Suu Kyi, in Birmania - ha twittato Johnson -".

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