Usa: Trump nomina 2 legali per processo impeachment

Bruno Cirelli
Febbraio 2, 2021

A rivelarlo è Yuri Shvets, ex spia del Kgb, che ha operato a Washington negli anni Ottanta e che ha rilasciato le scottanti rivelazioni in un'intervista pubblicata dal Guardian. Il 67enne agente segreto dopo aver lavorato per KGB usando come copertura l'incarico di corrispondente della TASS, nel 1993 ha ottenuto la cittadinanza americana. Il Comitato per la Sicurezza dello Stato dell'Unione Sovietica (Kgb) "ha coltivato come una risorsa" Donald Trump per 40 anni, ha spiegato Shvets, una fonte chiave in "American Kompromat", il libro del giornalista Craig Unger, che descrive la relazione decennale tra Trump e la Russia. In passato è stato anche partner di Alexander Litvinenko, l'ex agente russo assassinato a Londra nel 2006. Divenne così l'obiettivo di un'operazione condotta dall'intelligence cecoslovacco, in collaborazione con il Kgb. Qualche anno dopo il miliardario comprò circa 200 televisori per i suoi hotel da Semyon Kislin, un emigrato sovietico co-proprietario del negozio Joy-Lud, sulla Quinta strada di New York. Shvets sostiene che Kislin lavorava con il Kgb e identificò Trump, come giovane imprenditore in ascesa, come un potenziale asset. Tuttavia, tutti i repubblicani del Senato tranne cinque hanno votato questa settimana a favore di un tentativo di archiviare il processo prima ancora che iniziasse, rendendo chiaro che una condanna dell'ex presidente è improbabile, indipendentemente da cosa. In quella occasione la coppia incontrò agenti del Kgb che lanciarono quella che Shvets definisce "una charm offensive": "avevano raccolto molte informazioni su di lui, sapevano che era estremamente vulnerabile dal punto di vista intellettuale e psicologico, e incline all'adulazione". Trump, secondo l'ex spia russa, sarebbe stato "una risorsa molto preziosa" nel diffondere la propaganda russa anti-occidentale negli Stati Uniti.

Dopo il suo ritorno negli Usa, Trump cominciò ad esplorare una possibile candidatura alla Casa Bianca. Il primo settembre acquistò una pagina pubblicitaria sui principali quotidiani presentando un programma in cui criticava le posizioni di Ronald Reagan sulla Guerra Fredda, accusava il Giappone di sfruttare l'alleanza con Washington, ed esprimeva scetticismo sulla partecipazione alla Nato.

Temi poi ripresi durante la campagna elettorale e nel corso della sua presidenza. Mosca invece capì di aver colpito nel segno. Unger non è nuovo a questo tipo di giornalismo d'inchiesta in quanto due anni fa aveva scritto un libro che fece discutere l'opinione pubblica, dal titolo "House of Trump, House of Putin: "The Untold Story of Donald Trump and the Russian Mafia", dove l'autore ricostruisce i legami tra la mafia russa, Putin e la Trump Organization".

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