Il premier Conte, domani formalizzerà le dimissioni a Mattarella

Bruno Cirelli
Gennaio 27, 2021

Dopo il Colle, prima a Palazzo Giustiniani per incontrare la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, poi il premier dimissionario è andato alla Camera dei deputati per il colloquio con il presidente Roberto Fico. Questa mattina il primo ministro salirà al Quirinale per informare il capo dello Stato, Sergio Mattarella, e per presentare le proprie dimissioni. Anche tra chi aveva votato la fiducia la settimana scorsa ci sarebbero dei NO già dichiarati alla relazione di Bonafede, da Pier Ferdinando Casini al ritardatario Riccardo Nencini, e col passare delle ore sembra sempre più plausibile la strada delle dimissioni di Giuseppe Conte e il tentativo di formare un nuovo esecutivo da lui guidato, un Conte Ter in grado di arrivare fino alla scadenza naturale della legislatura, il 2023. La conferma è arrivata da diversi ministri.

Il Partito democratico, inoltre, "non ha chiesto e non sta chiedendo al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di andare al Quirinale". Questo conta. Che il nostro Paese si rialzi in fretta e possa mettersi alle spalle la pandemia e le tragedie che essa ha arrecato, in modo da far risplendere la nostra nazione nella pienezza delle sue bellezze.

Se invece risultasse impossibile la permanenza a palazzo Chigi dell'attuale inquilino, è chiaro che si aprirebbero gli altri scenari legati ad un cambio di premier ma non dell'attuale coalizione; alla creazione di un governo sostenuto dalla cosiddetta 'maggioranza Ursula'; ad un esecutivo di larghe intese o di unità nazionale.

Nella serata di lunedì è peraltro prontamente arrivato il sostegno ufficiale del M5s all'ipotesi di un nuovo governo, definito come un "passaggio necessario all'allargamento della maggioranza" dai capogruppo parlamentari del Movimento: "Il passaggio per il cosiddetto Conte ter è ormai inevitabile ed è l'unico sbocco di questa crisi scellerata". Un passo indietro per ricevere dal Capo dello Stato un reincarico e dare il via a una crisi lampo pilotata con lo scopo di costruire un Conte-ter che comprenda una nutrita truppa di "volenterosi" fatta di centristi e magari di qualche altro ex M5S, qualche nuova fuoriuscita da Forza Italia e schegge di Italia Viva. Conte, terminato il CdM, salirà al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica Mattarella.

"L'Udc rimane fuori dai giochi dei 'responsabili'". E dire che su Forza Italia si accendevano le maggiori speranze. Quindi, noi democratici siamo con Conte. E' questa, viene riferito da autorevoli fonti di governo, la linea emersa dalla riunione dei ministri. Lo stesso Gigi Di Maio, ospite ieri della trasmissione Mezz'ora in Più, ha dichiarato: "48 ore per rafforzare la maggioranza o si va il voto", lasciando intendere di essere favorevole a contrattare con Matteo Renzi.

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