Ritardi vaccini, Boccia: "Slitta immunità di gregge, ma richiami garantiti"

Bruno Cirelli
Gennaio 26, 2021

Nella versione attuale l'indice si basa sulle ipotesi più ottimistiche possibili sul funzionamento del vaccino e sull'andamento della campagna vaccinale. Questo comporterà un ritardo nelle vaccinazioni degli over 60 e dei docenti, portando così ancora più lontano il traguardo del 70% indicato necessario per il raggiungimento dell'immunità di gregge. Tradotto, questo vuol dire che se prima per raggiungere l'immunità di gregge avremmo dovuto aspettare il 2023, adesso bisognerà aspettare il 2027. Dopo Pfizer, infatti, anche AstraZeneca è in difficoltà e annuncia ritardi. Un'altra possibilità è che gli anticorpi sviluppati in seguito a un'infezione da covid durino meno di quanto si credesse. Il primo rischia di somigliare a un'illusione. Ma - aggiunge Arcuri - abbiamo la speranza di recuperare. "All'inizio della quarta settimana del 2021 (lunedì mattina, 25 gennaio) il valore di DQP è pari a 355 settimane, il che corrisponde al raggiungimento dell'immunità di gregge non prima del mese di novembre del 2027". A quel punto diventerebbe difficile chiudere persino entro l'anno. "Per farlo potremo estendere gli orari di somministrazione, portandoli a 16 o 18 ore al giorno".

Ad oggi, secondo il report disponibile sul sito del Governo e aggiornato alle 17:04, in Italia sono state somministrate 1.416.6845 dosi di vaccino. "Ricorreremo a tutti gli strumenti e a tutte le iniziative legali, come già stiamo facendo con Pfizer-Biontech, per rivendicare il rispetto degli impegni contrattuali e per proteggere in ogni forma la nostra comunità nazionale". Ma il fronte che preoccupa di più è quello con AstraZeneca, che la prossima settimana dovrebbe avere il via libera dell'Ema, l'agenzia europea dei medicinali. Averne subito tante dosi, che poi sono quelle previste dagli accordi preliminari di acquisto, poteva accelerare le somministrazioni per gli insegnanti. Le persone che hanno ricevuto sia la prima che la seconda dose di vaccino anti Coronavirus sono invece 132.739. L'autorizzazione dovrebbe arrivare a marzo, ma non ci sono certezze. Se le dosi ci sono già, anche per i vaccini non ancora autorizzati, è perché le aziende si sono assunte il rischio di produrre in anticipo. Il raddoppio, però, non è strada facile.

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