Olimpiadi, rischio figuraccia per l’Italia, cosa rischia il nostro sport?

Rufina Vignone
Gennaio 26, 2021

Il decreto è pronto ma non viene ancora approvato e questo intoppo potrebbe escludere la Nazionale italiana dai giochi olimpici. Un braccio di ferro con accuse reciproche: "Mai Sport e Salute ha inciso o tentato di incidere sull'autonomia del Coni", dichiara Vito Cozzoli, presidente di Sport e Salute.

Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, è intervenuto oggi in audizione presso le Commissioni riunite Cultura e Lavoro della Camera dei Deputati ha sollecitato il Governo a varare immediatamente un provvedimento di urgenza: "Siamo in una situazione sportivamente drammatica - spiega Malagò - ma la situazione si può risolvere nelle prossime ore con un provvedimento tampone del Governo che metterebbe una pezza e fermi qualsiasi delibera del CIO".

Tutto nasce dalla contestata riforma dello sport approvata in Italia dal primo governo Conte - sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega - che ha reso parte del Comitato Olimpico Italiano una emanazione del governo, cosa espressamente vietata dal regolamento del CIO. La lettera sollevava "serie preoccupazioni", e invocava "un intervento urgenteà nell'interesse dello sport italiano".

"Ovviamente parlamento e governo sono sovrani e ci possono essere anche strade legislative ma mi permetto di dire che sarebbe uno spreco di risorse e del valore creato da Sport e Salute creare doppioni, nuove Spa per determinare un ritorno al passato". Atleti come Federica Pellegrini e Filippo Tortu parteciperebbero a titolo individuale. Evidente, dunque, lo spaventoso danno d'immagine per il nostro Paese. Il CIO non considererebbe più l'Italia nella geografia dello sport mondiale. Per esempio, il CIO potrebbe pure sospendere il contributo totale (925 milioni di dollari), o una tranche, destinato alle Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026. Nel provvedimento più recente (quello della Bielorussia, sospesa dallo scorso 7 dicembre, al momento unica nazione sulle 205 affiliate "in purgatorio" assieme alla Russia) l'Esecutivo Cio ha deciso l'esclusione temporanea di tutti i membri Cio bielorussi dall'attività, la sospensione dei pagamenti al comitato olimpico nazionale (ma non agli atleti di alto livello), il divieto per la nazione di ospitare eventi del Cio. La situazione è grave, insomma. Questo è il punto centrale.

Lo scontro poi si sposta in ambito politico, perché ad agosto 2020 il M5S contesta alcuni passaggi in una delle bozze del decreto legge: Spadafora minaccia le dimissioni, ma Conte ricuce lo strappo. Il mea culpa devono recitarlo in molti.

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