Lombardia zona arancione da oggi, le regole

Rufina Vignone
Gennaio 24, 2021

Si tratta di Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Veneto, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria, Valle d'Aosta.

L'ufficialità è arrivata la sera di ieri, venerdì 24 gennaio: la Lombardia torna in zona arancione dopo una sola settimana di zona rossa.

A margine delle polemiche scaturite tra Regione e Governo sugli errori di calcolo dei dati che hanno assegnato la Lombardia ad una zona inadeguata rispetto alla situazione epidemiologica attuale, è una ordinanza firmata dal ministro della salute Roberto Speranza a decretare il passaggio dalle restrizioni massime della zona rossa a quelle previste per quella arancione.

Sempre il Corriere, "traduce" la situazione: il numero di casi indicati dalla Regione su cui viene calcolato dall'Istituto superiore di sanità l'Rt è stato sovrastimato, venivano contati più infetti di quelli che realmente ci sono. Quindi, in Lombardia, la zona rossa non sarebbe dovuta scattare. Anche L'Istituto superiore di sanità basa il suo monitoraggio giornaliero e settimanale sui dati che provengono dai territori e che sono inviati dalle varie aziende sanitarie regionali.

La Regione Lombardia ha "chiesto di rivalutare la classificazione del rischio relativo al periodo 4-10 ottobre 2021 a seguito di una propria rettifica e successivo invio dei dati riguardanti la "data inizio sintomi" e lo "stato clinico", anche retrospettivamente a partire dalla seconda metà del mese di dicembre 2020".

SCUOLA E TRASPORTI - Ancora didattica a distanza almeno parziale per le scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori; didattica in presenza per scuole dell'infanzia, scuole elementari e scuole medie. A Roma dovrebbe chiedersi come mai Regione Lombardia abbia dovuto segnalare il 'mal funzionamento' dell'algoritmo che determina l'Rt dell'ISS. Il numero uno della giunta peschierese aveva denunciato ai microfoni di Tgcom24 e in altre sedi "il malfunzionamento del sistema di biosorveglianza di Regione Lombardia" che "rende di fatto inefficace l'azione delle autorità sanitarie locali". Non si esclude una class action dei negozianti che avrebbero potuto aprire se la Lombardia fosse stata arancione già una settimana fa.

La decisione odierna sancisce di fatto una rivalutazione dei parametri in base ai quali, una settimana fa, la Regione guidata da Fontana era entrata nella zona rossa. I medici, che inseriscono i dati nel sistema informatico MaInf, non sempre lo compilano anche motivatamente, come può capitare per la febbre sulla cartella clinica di un ricoverato.

E' stata poi la volta della vicepresidente Letizia Moratti a spiegare che "da quando mi sono insediata mi sono accorta subito di alcune discrepanze tra la nostra classificazione in zona rossa e i dati in nostro possesso".

Il Presidente di Regione Lombardia ha annunciato di voler chiedere al Governo i fondi per i danni subito dagli operatori economici in questa settimana.

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