Pensioni ultime notizie: pensione anticipata fino al 2023, chi può accedere

Bruno Cirelli
Gennaio 23, 2021

In sostanza, le aziende con un piano di ristrutturazione in essere, potevano avvalersi dell'isopensione per favorire l'accompagnamento alla pensione di vecchiaia ad alcuni lavoratori.

La legge di bilancio per il 2021 ha prorogato la durata dello scivolo fino al 2023. Fino al 2023, i lavoratori dipendenti potranno dunque utilizzare lo scivolo pensionistico, a spese dell'azienda per cui lavorano. Sino ad un massimo di 4 anni (prorogati ora a 7) rispetto ai requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi di contributi le donne; 42 anni e 10 mesi di contributi gli uomini) oppure per la pensione di vecchiaia (67 anni e 20 anni di contributi) con oneri interamente a carico dell'azienda.

Il prolungamento di tre mesi dei termini ordinari originariamente previsti per la campagna in corso impone, anche la riprogrammazione delle attività a calendario di cui al messaggio n. 3102/2020 con riferimento ai pensionati residenti in Europa, Africa e Oceania, ad esclusione dei Paesi Scandinavi e dei Paesi dell'est Europa per la verifica relativa agli anni 2020 e 2021; per tali soggetti, in accordo con la banca, si differisce di quattro mesi l'avvio della campagna di verifica, programmato a gennaio 2021.

Vediamo allora cos'è l'isopensione nel dettaglio, quali sono i requisiti per accedervi, come funziona e come fare domanda.

Il trattamento consiste in un incentivo pagato dall'azienda fino a maturazione della pensione vera e propria. Non a caso la Legge di Bilancio ha anche confermato e rinnovato il contratto di espansione che con l'isopensione rientra tra le opzioni per andare in pensione nel 2021. Unica condizione è che il datore di lavoro riconosca al lavoratore esodante un assegno pari all'importo della pensione che maturerà al raggiungimento dei requisiti. Questo piano, naturalmente, diveniva operativo solo se in accordo con sindacati e INPS.

Per questo motivo l'indennità percepita solitamente è più bassa sia dell'ultima retribuzione che della pensione.

Se infatti il datore di lavoro interrompe il pagamento dell'incentivo all'esodo allora INPS provvede a richiedere le rate al garante.

La prestazione di esodo viene calcolata come la pensione alla data della cessazione del rapporto di lavoro, esclusa la contribuzione correlata che il datore di lavoro si impegna a versare per il periodo di esodo.

Una volta sottoscritto, l'accordo deve essere presentato dal datore di lavoro all'Inps che dovrà valutarlo. L'accordo acquista così efficacia e i lavoratori aderenti possono lasciare il lavoro secondo i tempi e le modalità definite dall'accordo stesso.

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