Australia: Google minaccia stop se costretto a pagare i media

Bruno Cirelli
Gennaio 23, 2021

Una soluzione che Google ritiene non praticabile, tanto da minacciare la chiusura del motore di ricerca in Australia.

Melanie Silva, l'amministratore delegato di Google Australia e Nuova Zelanda, ha detto alla commissione del Senato australiano che il codice proposto costituirebbe un "pericoloso precedente".

Una minaccia alla quale il primo ministro australiano Scott Morrison ha risposto bruscamente: "L'Australia stabilisce le regole su ciò che può essere fatto in Australia". Avviene nel Governo. In Australia funziona così, e le persone che vogliono accettarlo sono benvenute.

"L'obiettivo della legge è quello di affrontare la posizione di contrattazione ineguale tra le aziende dei media australiani e le grandi piattaforme digitali, che hanno un chiaro potere di forza sul mercato" ha spiegato Rod Sims, presidente dell'Antitrust australiana, al New York Times.

Il motore di ricerca Google e il social network Facebook potrebbero decidere di lasciare l'Australia se il Parlamento approvasse una nuova legge, già presentata dal Governo, che obbligherebbe tali piattaforme a pagare gli editori e i giornali per i contenuti giornalistici che diffondono.

Il progetto del nuovo codice introduce una serie di "standard minimi" per le piattaforme digitali da soddisfare nei loro rapporti con i media.

Questi includono l'obbligo per Google e Facebook di comunicare entro 28 giorni qualsiasi cambiamento algoritmico che influenzerà il traffico di riferimento alle notizie o la classifica delle notizie dietro i paywall.

Nel frattempo, i rappresentanti di Facebook hanno ribadito le minacce di rimuovere i contenuti delle notizie dai feed degli utenti sulla loro piattaforma. - antocalderone: Google minaccia di sospendere il suo motore di ricerca in Australia - _MatteoRoselli_: Una minaccia a dir poco vergognosa.

La minaccia di Google: "L'Australia ci costringe a pagare per le news?". Forbes ha contattato Google per commentare i risultati radicalmente diversi visti in Australia e Francia su un problema simile.

Un accordo storico ma che non avrebbe grandi effetti sulle eventuali "pretese" degli editori francesi, che sarebbero comunque costretti a fare causa a Google e trascinarsi in cause lunghe anni nei tribunali d'Oltralpe. Perché non definire un quadro normativo unitario in cui collocare retribuzione, uso dei dati e trasparenza degli algoritmi ad esempio? L'atteggiamento intimidatorio dei big del tech, come sta facendo vedere Google in Australia, fa venire i brividi a chiunque dia valore alla nostra democrazia.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE