Pescara, misura cautelare a 24enne foreign fighter

Bruno Cirelli
Gennaio 21, 2021

Giunto in Italia, gli è stata notificata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre la moglie e i figli del foreign fighter, assecondando la volontà dei coniugi, sono rimasti in Turchia.

L'operazione conclude un'indagine, coordinata dalla Procura di L'Aquila, volta a rintracciare il combattente: nei suoi confronti era stata emessa la misura cautelare nel 2017 dal Gip del capoluogo abruzzese e successivamente estesa in campo internazionale.

Il giovane, dalla nascita residente in Svizzera, aveva intrapreso, quando era ancora minorenne, un percorso di conversione all'Islam che lo ha portato fino alla completa radicalizzazione.

Dopo aver spostato l'ideologia jihadista, il 24enne si è trasferito nel 2014 in medio oriente, aderendo a Jabat Fatah al Sham, una formazione di stampo qaedista, insieme alla moglie, una cittadina turca dalla quale ha avuto tre figlii.

Arrestato un foreign fighter italiano: si era arruolato con al Qaeda

Il giovane, accusato di associazione terroristica di matrice islamista e di istigazione a delinquere, ieri mattina è arrivato all'aeroporto di Hatay in Turchia dove i poliziotti turchi hanno consegnato a quelli italiani il foreign fighter di origini abruzzesi che, una volta terminate le procedure di rito, è stato imbarcato su un volo di Stato diretto all'Aeroporto d'Abruzzo di Pescara dove è atterrato nella serata di ieri.

Un importante risultato, quello conseguito dalla Polizia di Stato, "una operazione di notevole spessore e rilevanza" hanno rivendicato stamane, in conferenza stampa, il questore di Pescara Luigi Liguori, la Dirigente della Digos Leila Di Giulio, e Fabio Perilli, primo dirigente della Polizia di Stato - Servizio prevenzione e contrasto al terrorismo internazionale.

Le indagini della DIGOS hanno consentito di acquisire numerosi elementi probatori circa il reale sostegno del cittadino italiano alle fazioni terroristiche operanti in quei territori di guerra. Si tratta di un giovane di 24 anni che ha sostenuto la causa dei terroristi di Al Qaeda in Iraq e Siria. Le informazioni ottenute in seguito ad una rogatoria internazionale e la collaborazione della Turchia hanno consentito agli investigatori di localizzarlo nell'area di Idlib, dove viveva con la famiglia: il giovane, una volta rintracciato, ha chiesto di potersi consegnare alle autorità italiane.

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