Azzolina "Lavorare uniti per il bene della scuola"

Bruno Cirelli
Gennaio 12, 2021

Ma anche tra chi la scuola è chiamato a viverla quotidianamente, regna l'incertezza: studenti, docenti e dirigenti sono infatti divisi sull'opportunità di tornare sui banchi.

"Il concetto che portiamo avanti è semplice: primum vivere deinde philosophari e ci lascia molto perplessi e scoraggiati questa battaglia politica che continua pendere sull'enorme indotto che rappresenta la scuola - aggiunge Gialanella -".

Il diritto all'istruzione, oltre a essere costituzionalmente tutelato, e' anche il presupposto per la costruzione del futuro delle nuove generazioni e del Paese, soprattutto in un momento delicato come quello attuale dove le conseguenze dell'emergenza coronavirus - conclude Uecoop - hanno gia' provocato una drammatica caduta del Pil (Prodotto interno lordo). "Lo Stato non è riuscito a gestire un completo tracciamento nelle scuole, non ha garantito tamponi in tempi brevi, non ha risolto il problema dei trasporti, non ha ridotto il numero di alunni per classe semplicemente perché ha sottovalutato, ha deciso di non agire, coprendosi dietro l'opzione DAD per le superiori ed imponendo, invece, per la scuola del primo ciclo sempre la presenza senza garantire le condizioni di sicurezza". A Ragusa è nato per iniziativa di alcuni genitori il comitato "Difendiamo le scuole aperte in Sicilia" che ha lanciato subito una petizione on line. Azzolina, però, insiste sul confronto tra la scuola e le altre attività: "Ma perché nelle zone gialle e arancioni è quasi tutto aperto, tranne la scuola?" La ministra è molto preoccupata per la dispersione scolastica in rialzo (siamo passati dal 13,8% del 2016 al 14,5% del 2018), sulla quale purtroppo non abbiamo dati aggiornati se non un report di Ipsos-Save the Children basato sulle dichiarazioni di un campione di studenti che si sentono più impreparati di quando andavano scuola (35 per cento) e lamentano un peggioramento nelle capacità di concentrazione e studio (37 per cento). "Chiedo a tutti di trattare la scuola come si trattano le attività produttive". La Germania (1,9 milioni di casi) mostra una certa stabilizzazione dopo settimane di rialzi, ma ha superato i 40 mila morti e la cancelliera, Angela Merkel, ha avvertito che "il peggio deve ancora arrivare".

"L'alternativa (secondo USB) è tra chi antepone gli interessi della scuola al profitto privato e chi, al contrario, pone come prioritario lo stesso profitto privato, fingendo di volere una scuola in presenza, investendo i miliardi della UE in digitalizzazione, mandando lavoratori e studenti al massacro, per poi richiudere tutto affermando che l'unica possibilità sia la DaD".

Nella maggior parte dei Paesi la curva di contagio non migliora e le campagne di vaccinazione procedono ad un ritmo piu' lento del previsto. Io ho il dovere di dire loro che il governo ha fatto tutto quello che doveva per il rientro a scuola. "Ricevo lettere di tanti medici che mi chiedono di aprire le scuole, vedono difficoltà dei loro figli". "Sarà uno dei temi, e poi ancora in Parlamento". "Dopo ho chiesto e ottenuto che tocchi al personale scolastico". Il piano lo ha deciso la Salute e si prevede che in una prima fase si vaccinino i sanitari e i nostri nonni, che hanno perso di più la vita.

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