Covid, Zaia: "Curva impazzita per la variante inglese"

Geronimo Vena
Gennaio 11, 2021

Ad agosto, con l'arrivo della seconda ondata, l'addio del microbiologo, che accusava Zaia di affidarsi a "coloro che reputano morto il virus". Resta tanto lavoro buttato via, resta la mancanza di dialogo e collaborazione fra la Regione e le istituzioni che operano a livello locale, resta la chiara evidenza che l'autonomia di per sé non è garanzia di bene per le persone se non è fondata su scelte politiche per la tutela dei servizi fondamentali, dalla sanità, alla scuola, alla casa, al lavoro.

Zaia conferma la variante inglese del virus: "Il virus non è più lo stesso di marzo".

Una lettera in cui, all'indomani dell'inserimento delle rispettive regioni in "zona arancione", i cinque Governatori non nascondono la grande preoccupazione che condividono con molti cittadini. Tra le dichiarazioni rilasciate, un'osservazione esula dal suo territorio: "ci sono regioni che compiono 400 tamponi al giorno trovandone 40 positivi, noi ne facciamo in media 20mila".

Inoltre, spiega "nella mia regione i genetisti dell'Istituto zooprofilattico delle Venezie hanno scoperto 8 mutazioni".

"La variante inglese è molto più contagiosa delle altre". Quest'anno abbiamo registrato il record di operazioni di trapianto, continua l'immigrazione sanitaria intraregionale e siamo i primi in Italia per capacità di vaccinazione. Se rimanderemo ancora dipenderà solo dalle condizioni sanitarie. I ristori del governo devono riconoscere, almeno in parte, la quota di fatturato perso. "Altrimenti rischiamo l'ecatombe economica".

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