Apple, Amazon e Google rimuovono Parler dai rispettivi store

Geronimo Vena
Gennaio 11, 2021

La Mela ha motivato il blocco del social network, noto per la carenza di filtri e particolarmente amato negli Usa dai fan più estremisti di Donald Trump, con il fatto che Parler non ha preso le misure necessarie ad arginare i discorsi di odio e violenza, specie in occasione e in seguito dell'assalto a Capitol Hill, il 6 gennaio scorso. Parler s'è contraddistinto nella sua ascesa per le regole di moderazione particolarmente lassiste, balzando al centro delle cronache negli ultimi giorni per l'uso che ne è stato fatto da parte dei manifestanti filo Trump in vista della rivolta del Campidoglio. Amazon Web Services (AWS) ha comunicato a Parler che i post violenti sulla piattaforma erano in contrasto con i suoi termini di servizio.

Anche Amazon ha deciso di cancellare Parler dalla lista dai propri partner.

Alla luce delle nuove evoluzioni politiche statunitensi, Apple decide di sospendere dal suo shop Parler, social popolare nell'estrema destra.

La sospensione del servizio di web hosting di Amazon spegne di fatto la piattaforma di microblogging.

Amazon aveva già segnalato a Parler una lista di 98 violazioni al proprio codice etico per incitamento alla violenza.

Nel mettere a tacere il presidente, Twitter e Facebook hanno mostrato i muscoli facendo "vedere chi ha il potere nella società digitale", osserva il New York Times ricordando come i nomi di Mark Zuckerberg e Jack Dorsey non sono mai apparsi in nessuna elezione eppure i due manager, "responsabili solo davanti ai loro consigli di amministrazione e ai loro azionisti", hanno un "enorme potere".

La decisione infiamma il dibattito già acceso sul ruolo e sul crescente peso dei social media dopo che Twitter e Facebook hanno sospeso Donald Trump, spaccando l'opinione pubblica fra chi parla di censura e chi di decisione tardiva. John Matze, CEO di Parler, ha avvertito i suoi clienti sull'interruzione del servizio attraverso un post. Il sito potrebbe essere offline per una settimana, per poi ripartire da zero. Via dal Google Play Store e dall'App Store di Apple. "Faremo del nostro meglio per passare a un nuovo fornitore in questo momento poiché abbiamo molti concorrenti per la nostra attività".

Gli utenti di Parler, in gran parte esponenti della cosiddetta alt-right, hanno contestato immediatamente la decisione, accusando Apple di essere l'ennesima Big Tech dalle tendenze totalitarie. Parler ha violato anche i termini di servizio dell'azienda americana che produce iPhone.

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