Infermiera morta dopo il vaccino: il decesso non è correlato all’iniezione

Barsaba Taglieri
Gennaio 8, 2021

Nel frattempo si continua molto a discutere dell'infermiera muore due giorni dopo il vaccino anti Covid in Portogallo: alcuni hanno pensato ad una bufala, come spesso se ne sentono anche sugli argomenti più delicato al solo scopo di fare 'notizia', altri si sono fatti prendere dal panico pensando subito ad un possibile collegamento della morte al vaccino.

La morte di Sonia Acevedo, infermiera portoghese di 41 anni, non è correlata al vaccino anti Covid Pfizer che le era stato somministrato appena 24 ore prima del decesso. Poco dopo però, la paziente, una donna di 89 anni, si è sentita male. Prima del decesso non aveva manifestato sintomi di malattie e dopo aver ricevuto la prima dose non aveva presentato effetti collaterali. "Mia figlia stava bene - ha detto al quotidiano locale Correio da Manha il padre Abilio -". Non aveva avuto problemi di salute. Per chiarire l'accaduto ed accertare le cause della morte è stata disposta l'autopsia sui resti della 41enne, che sarà effettuata nelle prossime ore.

Come riferito dai colleghi dell'operatrice sanitaria, dopo la somministrazione del vaccino non era emerso alcun effetto indesiderato.

Anche l'IPO di Porto aveva confermato l'episodio con una nota, sottolineando che "la spiegazione della causa della morte seguirà le normali procedure in queste circostanze". A ridosso della vaccinazione ricevuta, Sonia aveva espresso tutto il proprio entusiasmo per essere stata sottoposta al trattamento attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, nel quale, a corredo di una foto in cui appariva con la mascherina sul volto, aveva scritto la didascalia "Vaccinata!". "I dati preliminari derivanti dall'autopsia medico-legale effettuata martedì 5 gennaio non mostrano alcuna correlazione tra la morte della donna e la somministrazione del vaccino anti-Covid".

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