"Covid nei surgelati, non è partito da Wuhan". La Cina insiste

Bruno Cirelli
Dicembre 1, 2020

Il Coronavirus viaggia anche con i cibi surgelati.

Non è la prima volta che in Cina si parla dei surgelati come veicolo di trasmissione del coronavirus nel Paese asiatico: a maggio finirono sotto accusa i salmoni provenienti dal Nord Europa dopo che erano state trovate tracce nel mercato di Xinfadi. La Commissione sanitaria municipale ha detto che si tratta di carne bovina congelata proveniente dal Brasile e di pesce congelato proveniente dal Vietnam. Subito si è provveduto a sigillare i prodotti, mettere in quarantena il personale entrato in contatto diretto col cibo e fare test molecolari. I salmoni risultarono "sani" e a quel punto le indagini si spostarono sugli imballaggi. Gli alimenti surgelati "incriminati", invece, non erano ancora stati immessi sul mercato, quindi nessun pericolo per la popolazione.

La Cina ha così deciso di intensificare gli sforzi per bloccare la diffusione di Covid-19 attraverso gli alimenti importati.

Prima e dopo ogni trasporto verrà eseguita una sterilizzazione completa di veicoli e contenitori, con particolare attenzione ai punti che presentano un rischio maggiore di contaminazione, inclusi i volanti e le manopole delle porte, secondo Sun. Da metà novembre, nelle province di Shandong, Shanxi e Shaanxi sono stati segnalati campioni di confezionamento di alimenti importati risultati positivi al virus.

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