Ucciso il capo del programma nucleare iraniano

Bruno Cirelli
Novembre 29, 2020

Studenti identificati come membri del Basij, un'unità paramilitare del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, sabato hanno bruciato bandiere israeliane e americane nella capitale iraniana Teheran per protestare contro l'assassinio del principale scienziato nucleare del Paese Mohsen Fakhrizadeh, segnala France Presse.

Venerdì sera un piccolo gruppo di dimostranti si era radunato fuori dalla residenza del presidente Hassan Rouhani, gridando "no alla sottomissione, no alla concessione con l'America, solo guerra con l'America", ha riferito il New York Times. In passato lo scienziato era già scampato a un tentativo di assassinio sempre attribuito al Mossad. "Non è chiaro quanto gli Usa sapessero in anticipo dell'operazione".

"Ancora una volta, le mani malvagie degli Stati Uniti, insieme al regime usurpatore sionista come mercenario, si sono macchiate con il sangue di un figlio di questa nazione", scrive Rohani sul suo sito ufficiale riferendosi all'omicidio di Mohsen Fakhrizadeh. "Il percorso di Fakhrizadeh continuerà ora con maggiore intensità", ha detto Salehi.

Come riporta l'Ansa, Mohsen Fakhrizadeh-Mahabadi era stato accusato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu di gestire un programma per lo sviluppo di armi atomiche e secondo fonti israeliane sarebbe stato nella lista degli obiettivi del Mossad.

Nei video mostrati sulla TV iraniana e pubblicati sui social si mostravano persone con cartelli che recitavano "il silenzio è l'autorizzazione ad ulteriori omicidi" e "presidente, hanno ucciso il consigliere del suo ministro".

Lo ha affermato il ministro degli Esteri della Repubblica islamica.

Secondo il racconto di alcuni testimoni, ci sarebbe stata inizialmente un'esplosione, forse per bloccare l'auto su cui viaggiava Fakhrizadeh, seguita da una serie di spari. "Dei terroristi hanno ucciso oggi un eminente scienziato iraniano".

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