La prima volta di Papa Francesco: "Gli uiguri? Sono perseguitati"

Rufina Vignone
Novembre 28, 2020

Da considerare che Papa Francesco ha mostrato vicinanza a tutte le componenti della Chiesa cattolica in Ucraina: dopo la Colletta Straordinaria per l'Ucraina lanciata nel 2017, il Papa ha convocato un un incontro interdicasteriale con il Sinodo permanente e i metropoliti della Chiesa greco-cattolica ucraina nel luglio 2019 e inviato quest'anno il Cardinale Konrad Krajewski, suo Elemosiniere, a fare visita alle strutture di carità della Chiesa Cattolica di rito latino. Papa Francesco ha voluto chiarirlo nella catechesi all'udienza generale tenuta nella biblioteca privata del Palazzo Apostolico e da lì trasmessa in streaming. E oggi, con l'Argentina in lutto nazionale, è arrivata la notizia di un gesto di conforto rivolto dal Papa alla famiglia del Pibe de Oro.

Ai primi di Novembre Diego Armando Maradona era stato sottoposto a un'operazione al cervello finalizzata alla rimozione di un'ematoma.

È inspiegabile che per 12 ore (dalle 23 di martedì alle 11 di mercoledì, ndr) il mio amico non abbia ricevuto attenzione o controllo da parte del personale sanitario chiamato a svolgere questo compito. È quanto ha dichiarato all'ANSA il direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni. Lui stesso aveva ammesso di essersi allontanato dalla chiesa cattolica e dalla sua dottrina, soprattutto a causa della vita dissoluta che aveva cominciato a condurre da un certo punto della sua vita in poi. "Tutto ciò che nella Chiesa cresce fuori da queste coordinate, è privo di fondamento", il monito di Francesco: "Per discernere questa situazione dobbiamo chiederci se ci sono queste coordinate. È nell'umiltà che si costruisce il futuro del mondo", assicura il Papa. Trascinati dal carisma del Papa, Maradona e moltissimi altri famosi calciatori parteciparono infatti a un'iniziativa benefica promossa dalla Santa Sede per soccorrere i bambini che versavano in condizioni di fame e indigenza. Oggi posso dire di essere sostenitore di Francesco.

Non stupisce quindi che Papa Francesco abbia conservato numerosi ricordi affettuosi di quell'uomo che fu a tutti gli effetti un figliol prodigo che tornò sotto l'ala della Chiesa solo molto tardi.

Soffermandosi in modo specifico sul passo degli Atti, il Papa ha indicato nelle "riunioni di preghiera" dei primi apostoli "il potente motore dell'evangelizzazione": chi vi partecipa "sperimenta dal vivo la presenza di Gesù ed è toccato dallo Spirito"; quando si prega "per entrare in comunione con Lui, tutto diventa vivo".

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