Caso Genovese: Cracco annuncia querele a La 7 e Corriere dello Sport

Ausiliatrice Cristiano
Novembre 26, 2020

Nella puntata del programma televisivo Non è l'Arena, andata in onda su La7 il 22 novembre scorso, il conduttore Massimo Giletti ha intervistato Fabrizio Corona in qualità di esperto del sottobosco festaiolo milanese.

Carlo Cracco ha fatto sapere in una nota, che si è rivolto al suo legale: "Mi trovo costretto a pubblicare la formale diffida già inviata dal mio legale a LA7-Giletti e Corriere dello Sport - Zazzaroni per il vergognoso spettacolo offerto da Non è l'Arena e Fabrizio Corona e le notizie scandalistiche completamente inventate". Il noto paparazzo, intervenuto sul caso Genovese, imprenditore arrestato con l'accusa di stupro ai danni di una 18enne precedentemente drogata, ha tirato in ballo la figura di Carlo Cracco. Ma intanto la frittata è fatta e - più che comprensibilmente - non passa sotto silenzio.

"LA7 ha assai significativamente già risposto che rimuoverà l'intervento incriminato", prosegue lo chef, ribadendo - come se fosse necessario - la sua totale estraneità ai fatti, e spiegando che procederà "senza indugio a sporgere querela e a richiedere i danni contro chiunque continuerà a diffamarmi". C'erano piatti con le droghe, di qualunque tipo, offerte e consumate nello stesso luogo. Durante la "ricostruzione" Corona ha citato lo chef Carlo Cracco. Ripreso dalle telecamere in tutto e per tutto.

Come da sua tradizione, lui non aveva utilizzato mezze misure nelle sue rivelazioni: "Si tratta di feste organizzate solo e unicamente per questo". A queste cene era pure presente Carlo Cracco.

"Drogarsi, approfittare di ragazze che si recano a questi party per la grandezza economica delle persone e quindi non per il puro divertimento". E' intervenuta poi anche la temibile Selvaggia Lucarelli, la quale sembra abbia dichiarato: "Spero che Cracco si difenda in ogni sede possibile perché che un professionista e una persona seria e PERBENE venga accusata da un pluripregiudicato ai domiciliari e in tv a Non è l'arena di connivenza con un sistema di feste a base di droga e stupri, è una cosa gravissima". A Milano, che è diversa da Roma, ci sono varie categorie sociali benestanti. "La tua etica morale ti permette di andare a delle feste e vedere ragazzine strafatte, cocaina che gira, gente che si prostituisce, una massa di subumani che non ha valori e pensa solo a sballarsi".

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