Nicola Morra, bufera dopo le dichiarazioni su Jole Santelli: chieste le dimissioni

Ausiliatrice Cristiano
Novembre 25, 2020

"Salvini e altri esponenti del centrodestra chiedono le mie dimissioni facendo un truffaldino taglia e cuci di mie dichiarazioni, strumentalizzandole", si è quindi difeso il presidente della commissione parlamentare antimafia. "Morra si dimetta immediatamente".

La decisione di sospendere la partecipazione è stata presa ieri sera dalla Rai poiché da ore era in corso un dibattito particolarmente acceso su un argomento molto delicato che coinvolgeva i malati oncologici. E non mi esprimo politicamente sul fatto perché le dichiarazioni di Morra, che si sta caratterizzando per più di una uscita infelice, si commentano da sole: e considerando che il soggetto di cui stiamo discutendo è a capo di una commissione importantissima ci rimanda un quadro chiaro dello stato in cui versa la politica.

E se c'è un fattore che aiuta quanti, all'improvviso, lo incrociano lungo il loro cammino, è proprio il sentirsi attivi e partecipi, inseriti a pieno titolo in una comunità.

Il MoVimento 5 Stelle Liguria e Genova dice senza se, senza ma, senza dubbi: "#IoStoConMorra".

Non si placano le polemiche politiche sorte dopo le "forti" dichiarazioni rilasciate ieri dal presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra sull'arresto di Tallini, la morte di Jole Santelli e la Calabria che "ha la classe politica che si merita". Ma è necessario migliorare l'inclusione lavorativa, perché spesso c'è ignoranza di determinate situazioni.

Al momento per quanto riguarda la restituzione di parte dello stipendio, per essere in regola con il Movimento 5 Stelle si deve aver completato le rendicontazioni fino ad agosto 2020. Ha fatto riferimento alla malattia della governatrice Jole Santelli, deceduta un mese fa, e si è attirato le critiche di tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione.

Così, giusto per offrire un servizio pubblico: per consentire a chi si avvicinerà alle urne di sapere se in quell'elenco c'è il tizio o la tizia alla quale ha pensato di dare il proprio voto, e per impedire ulteriori, pessime figure a quanti dovessero ancora stagliarsi all'orizzonte dell'ignoranza.

In realtà la questione è più complessa: da sempre il movimento femminista ha legato le sue sorti ai partiti di sinistra, la prima divisione del lavoro è quella di genere, e la prima discriminazione è quella sessualmente giustificata, almeno nelle società patriarcali. Politico di alto rango, prestigiosa avvocata, donna esemplare, eroica combattente contro il male peggiore, che non era il cancro, ma la malapolitica e la politica sciacquatrippe. Le femministe di sinistra però, come precisato dal senatore, sono state zitte.

Una pratica che potrebbe avvantaggiare i malati di tumore che hanno la possibilità di continuare a lavorare è lo smart working, che nel corso della pandemia di Covid-19 è diventato sempre più diffuso.

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